Giornata del seminario

RIPARTIAMO DA DIO

GDS21 22

Lo slogan della giornata del Seminario, che sarà celebrata nella seconda domenica di Avvento di quest’anno, è “Ripartiamo da Dio”.  Nel manifesto della giornata il riferimento è ai discepoli di Emmaus: ancora una volta per ricominciare e trovare nuove risorse abbiamo bisogno del Signore che si affianca a noi e ci fa intravedere nuove possibilità di vita e di comunione con lui, per gli altri.

L’anno trascorso, dal settembre del ’20 all’estate del ’21, per la vita del seminario è stato un tempo particolare. Molte delle attività con i giovani e con le parrocchie non son state possibili e la vita comunitaria in seminario ha dovuto adattarsi alle tante precauzioni per la salute.

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MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO CESARE NOSIGLIA

Torino, 5 dicembre 2021

Carissimi,

celebriamo la Giornata del Seminario in questo tempo profondamente segnato dalle sofferenze e dalle difficoltà della pandemia, ma la celebriamo anche nel momento in cui ha preso avvio il processo del Sinodo, un evento ricco di significato e di speranza per la Chiesa universale, per le nostre diocesi e anche per le nostre comunità parrocchiali. E allora viene spontaneo collegare il discorso del Sinodo e il discorso del Seminario.

Come sappiamo, Papa Francesco ha voluto indicare in modo particolare tre parole chiave per il percorso sinodale: comunione, partecipazione, missione. «Comunione e missione sono espressioni teologiche che designano il mistero della Chiesa e di cui è bene fare memoria. Il Concilio Vaticano II ha chiarito che la comunione esprime la natura stessa della Chiesa e, allo stesso tempo, ha affermato che la Chiesa ha ricevuto “la missione di annunziare e instaurare in tutte le genti il regno di Cristo e di Dio, e di questo regno costituisce in terra il germe e l’inizio”» (Discorso del 9 ottobre 2021 per l’inizio del percorso sinodale). Ma anche la terza parola, partecipazione, è decisiva: infatti, «comunione e missione rischiano di restare termini un po’ astratti se non si coltiva una prassi ecclesiale che esprima la concretezza della sinodalità in ogni passo del cammino e dell’operare, promuovendo il reale coinvolgimento di tutti e di ciascuno. Vorrei dire che celebrare un Sinodo è sempre bello e importante, ma è veramente proficuo se diventa espressione viva dell’essere Chiesa, di un agire caratterizzato da una partecipazione vera» (ivi).

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la vocazione

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