DAL MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO DI TORINO, MONS. CESARE NOSIGLIA,IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DEL SEMINARIO

Carissimi fedeli,

nella recente esortazione apostolica Christus vivit (CV), che riprende il Sinodo dei giovani celebrato lo scorso anno, papa Francesco ricorda a tutti, e ai giovani in modo del tutto particolare, tre verità.

Anzitutto «la prima verità: “Dio ti ama”. Se l’hai già sentito, non importa, voglio ricordartelo: Dio ti ama. Non dubitarne mai, qualunque cosa ti accada nella vita. In qualunque circostanza, sei infinitamente amato» (CV 112). Ad essa segue la seconda verità, che il papa formula così: «Cristo, per amore, ha dato sé stesso fino alla fine per salvarti. Le sue braccia aperte sulla croce sono il segno più prezioso di un amico capace di arrivare fino all’estremo: “Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine” (Gv 13,1)» (CV 118). Infine, la terza verità che è «inseparabile dalla precedente: Egli vive! Occorre ricordarlo spesso, perché corriamo il rischio di prendere Gesù Cristo solo come un buon esempio del passato, come un ricordo, come qualcuno che ci ha salvato duemila anni fa. Questo non ci servirebbe a nulla, ci lascerebbe uguali a prima, non ci libererebbe. Colui che ci colma della sua grazia, Colui che ci libera, Colui che ci trasforma, Colui che ci guarisce e ci conforta è qualcuno che vive. È Cristo risorto, pieno di vitalità soprannaturale, rivestito di luce infinita» (CV 124). Credere in queste tre verità e prenderle sul serio vuol dire per un giovane trasformare profondamente la sua vita. Infatti, «se riesci ad apprezzare con il cuore la bellezza di questo annuncio e a lasciarti incontrare dal Signore; se ti lasci amare e salvare da Lui; se entri in amicizia con Lui e cominci a conversare con Cristo vivo sulle cose concrete della tua vita, questa sarà la grande esperienza, sarà l’esperienza fondamentale che sosterrà la tua vita cristiana.

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«Cosa vuoi che io faccia per te?» è lo slogan che la comunità del Seminario – formatori e seminaristi insieme – ha scelto per accompagnare il cammino dell’anno e la giornata del Seminario. Vogliamo sentirci pienamente inseriti nella Chiesa, in particolare nella nostra chiesa locale, con il Vescovo, i preti, i diaconi ed i laici. Il desiderio è diventare un segno significativo della disponibilità al Signore, per essere dei discepoli che hanno una profonda fiducia in Gesù.

 Questa frase, con alcune differenze ovvero al plurale, è presente sia nel Vangelo di Matteo, rivolta ai ciechi che chiedono la misericordia di Gesù, che nel Vangelo di Marco, nell’episodio dei figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni.

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la vocazione

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