Diario di bordo

SS. MADRE DI DIO

Nm 6,22-27

Nella benedizione terra e cielo si toccano, entrano in stretto dialogo: c’è un movimento verso l’alto, che parte dall’uomo, e dall’altra parte Dio che “dice bene” della sua creatura. Nella lunga storia della salvezza, storia d’amore tra Dio e il suo popolo, questa benedizione non è venuta mai meno e continuamente il Signore “rivolge all’uomo il suo volto”, rispondendo al desiderio di ricerca e di infinito posto nel cuore.

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Anno della Fede

La voce del Vescovo Cesare

Carissimi, alzate lo sguardo al cielo: quella splendida luce, che è apparsa sulla terra quando è nato Gesù, è oggi accesa anche per ciascuno di noi. I Magi, al vedere la stella, provarono grandissima gioia.  È la stessa gioia che auguro alla vostra famiglia in questo Natale. A chi vive un tempo doloroso di prova per le gravi difficoltà che riguardano il lavoro perduto o incerto o la sofferenza di qualche persona cara, voglio ricordare paternamente che Gesù è il Dio vicino, capace di raccogliere ogni problema e ogni pena che ci assilla con il suo amore di fratello e di Salvatore.

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TEMPO DI NATALE

1Gv 2,18-21

Cinque, quattro, tre, due, uno: Figlioli, è giunta l’ultima ora. Il passaggio da un anno all’altro viene preparato, organizzato, festeggiato. Spesso diventa tempo di bilanci: prima di buttare il vecchio calendario si ripercorrono i giorni trascorsi. Il tempo dell’uomo che cambia mentre contempliamo il mistero dell’Incarnazione illumina la vera crisi: quella della speranza.

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TEMPO DI NATALE

1Gv 3,1-2.21-24

Vi è mai capitato di arrivare in un luogo e subito pensare “qui sono a casa”? A Nazaret è così. Ce l’ha descritto la sensibilità di tanti popoli che, dopo il mistero della notte di Natale, nella quale l’Incarnazione viene accolta dal silenzio, hanno immaginato il lieto trambusto di una casa, descrivendolo nei canti: le risate, le urla, i passi affrettati, Maria che lava e Giuseppe che stende. Poi c’è la preghiera, il lavoro, la quotidianità.

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TEMPO DI NATALE

1Gv 2, 3-11

Davanti alla grotta di Betlemme, in quella stalla dove Gesù nasce, non è il caso di sprecare parole, soprattutto se poi non vengono seguite dai fatti. Guardiamo a quelli che accorrono a Betlemme, loro tacciono: non si parla davanti al Bambino. I pastori sono ignoranti, che discorsi potrebbero fare? I magi, che sono sapienti, portano i doni, ma non aprono bocca. Tutti accorrono, tutti adorano.

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Tempo di Natale

1 Gv 1,5-2,2

Luce o tenebra? Dove è meglio camminare? Erode a parole è illuminato: rivolto ai magi chiede loro di tornare a riferirgli dove si trovava il Re neonato. Poi cammina nelle tenebre: ordina una strage di bambini. Quante volte siamo “Erode”? A parole professiamo un amore incondizionato e senza limiti per il Signore, parlando saremmo disposti a superare qualsiasi ostacolo per chi vive vicino a noi.

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TEMPO DI NATALE

1Gv 1,1-4

Giovanni ha fatto un’esperienza del tutto particolare del Signore, di intimità profonda. Ha condiviso la quotidianità e tutti i momenti più importanti della vita di Gesù. Lui solo tra i discepoli era sotto la croce e lui solo alla vista del sepolcro vuoto subito “vide e credette”. I suoi occhi hanno incrociato spesso lo sguardo del Signore, ha posato il capo sul suo petto e più volte ha potuto ascoltare quelle “Parole di vita eterna”.

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TEMPO DI NATALE

Mt 10,17-22

Non c’è parola più affascinante e allo stesso tempo esigente di quella del Vangelo, capace di cambiare e illuminare la vita. Esigente. Rischiosa. Impegnativa. La Parola ha infatti la tendenza a Incarnarsi, a non rimanere astratta o lontana, ma a farsi carne, a diventare prima di tutto parte della vita della persona che l’accoglie.

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