Diario di bordo

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ALZATI! CAMBIA LO SGUARDO

Sabato 20 novembre si è svolta a palazzo Madama l’annuale GMG diocesana dal titolo “Alzati! Cambia lo sguardo.” Un evento del quale papa Francesco ha voluto spostare la ricorrenza, dalla domenica delle Palme alla domenica di Cristo Re, festa che sottolinea la regalità di Gesù Cristo non solo dell’universo, ma anche della nostra vita.

All’interno del prestigioso palazzo al centro di piazza Castello i giovani partecipanti hanno potuto percorrere un doppio itinerario parallelo, quello storico-artistico e quello spirituale. Il primo ha permesso loro un viaggio nella storia, che con uno sguardo che li ha portati dal Medioevo al primo Senato del Regno d’Italia; poi sono stati invitati a ricercare i tesori che le opere d’arte ospitate nel museo nascondevano come dono prezioso. Ai giovani, secondo me, occorre offrire questo sguardo più ampio, in modo da combattere l’individualismo con la comprensione che la nostra storia non è altro che un tassello di una storia inclusiva molto più grande; un modo, questo, di recuperare ciò che la pandemia ha velato, quel senso di collettività e di bellezza, espressione peculiare di un’umanità in cammino.

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Vivere in seminario oggi

VIVERE IN SEMINARIO OGGI

La parola “Seminario” evoca nei pensieri di molti ragazzi e ragazze un luogo triste e isolato, abitato da individui in qualche modo alieni alla vita delle persone comuni.

Per la nostra esperienza, invece, vivere in Seminario significa fare parte di una comunità di giovani-adulti che stanno prendendo sul serio le domande più profonde che nascono dal cuore, mossi dal desiderio di vivere una vita piena e felice.

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Foto Sulla tua parola

LA VITA IN SEMINARIO

Cari amici lettori, dopo avervi raccontato nella precedente puntata cosa significa per noi vivere nella comunità del Seminario, proviamo a rispondere alla domanda che spesso ci viene fatta e che probabilmente vi siete fatta anche voi: “..ma, com’è strutturata la vita in Seminario?”

La mattina inizia presto, come per tanti studenti e lavoratori, con la sveglia alle 6:20; il tempo di prepararci e ci ritroviamo insieme in Chiesa, per la preghiera delle lodi seguite da un tempo di meditazione personale sulla Parola di Dio. Questo tempo culmina con la celebrazione della Santa Messa alle 8:00.

Dopo la colazione insieme, ciascuno gestisce il proprio tempo in base agli impegni e alle priorità personali e comunitarie: quello del mattino è un tempo consacrato per lo più allo studio; ma c’è anche chi si dedica ai vari servizi, oppure sempre nella mattinata chi si ricava del tempo per suonare oppure, una volta alla settimana, per le prove di canto insieme. La nostra comunità è una realtà viva, che abita il tempo e gli spazi. I nostri principali luoghi di incontro e comunione sono la chiesa, il refettorio, le sale incontri, la sala studio, la sala tv, l’aula magna e anche la palestra. Ebbene sì! In Seminario c’è anche una palestra, luogo a suo modo importante, dove fare sport, mantenersi in attività, scaricare tensioni. E’ un luogo che diversi di noi amano frequentare, da soli o insieme!

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Strappare 3

NON POSSO TROVA’ FUORI QUELLO CHE ME MANCA DENTRO

In tempo di pandemia, con le zone che cambiano colore, con i contagi che aumentano, non è certo facile organizzare e vivere delle proposte adeguate ai giovani, e affrontare le domande che si portano dentro. Eppure, con i ragazzi e le ragazze delle parrocchie Madonna della Divina Provvidenza e Santa Giovanna d’Arco, in cui vivo il ministero di diacono, siamo riusciti a trascorrere due giorni di ritiro a Entracque, tra le montagne. Un gruppetto di 16 ragazzi e ragazze, con i loro formatori più grandi. Giorni di respiro, di ricarica per iniziare al meglio il nuovo anno e le cose della vita ordinaria, in compagnia tra noi e col Signore.

Per questi due giorni ci siamo lasciati ispirare dalla popolarissima serie tv "Strappare lungo i bordi", del fumettista romano Zerocalcare. Una serie di successo, che risulta ben fatta e avvincente, ironica al punto giusto, e così seria, profonda e realistica da risultare a tratti insostenibile. Con gli educatori più grandi ci siamo interrogati su questa serie animata, e abbiamo trovato tanti spazi, tanti vuoti diciamo così da riempire con la proposta della fede.

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Tania

POSSO DIRE DI AVER INCONTRATO GESU’!

Ho scambiato due chiacchiere con sorella Tania delle Discepole del Vangelo, che insieme a Miriam e Giuliana, condivide con noi seminaristi alcuni momenti di vita comunitaria

Dicci qualcosa di te!

Sono Tania, ho 33 anni e sono una Discepola del Vangelo da ormai 10 anni. Lavoro come insegnante di religione part time in un Istituto Professionale della città di Torino e sono impegnata nella pastorale giovanile e vocazionale del mio Istituto Religioso e collaboro con la pastorale giovanile e vocazionale della Diocesi.

Quindi “discepola” da dieci anni? Sei entrata giovanissima!

A 18 anni sono entrata in Fraternità e a 23 anni ho fatto la Prima Professione.

Cosa è successo di così significativo per poter prendere a 18 anni una decisione del genere?

Eh… posso dire di aver incontrato Gesù Cristo!

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DedeSacerdozio: un cammino quotidiano di pienezza

6 giugno 1944 il cosiddetto D-day, un giorno che ha avuto risonanza in tutta la storia. 6 giugno 2021, un giorno che almeno nella mia storia avrà la stessa risonanza. Verrò ordinato presbitero. Come ci si prepara a un evento del genere? La risposta più vera, sto capendo, è che non ci si prepara. Mi spiego meglio. Il seminario è un lungo percorso, tutto un tentativo di ascolto di sé, della realtà alla luce della Parola di Dio, cercando di stare attenti a come vuole agire nella nostra vita. È il tentativo di interpretare la storia sacra che il Signore vuole scrivere con la nostra vita e l’allenamento per lasciargli più spazio possibile. Ma diventare prete…è un’altra cosa.

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artiicolo parrocchia samuele

“L’appetito vien mangiando”: l’esperienza in parrocchia

La formazione che i seminaristi ricevono negli anni di seminario abbraccia anche la dimensione pastorale, e questo in concreto significa che i seminaristi possono toccare con mano la vita di una parrocchia e conoscere una comunità cristiana concreta, con tutte le dinamiche che la attraversano. I seminaristi hanno l’opportunità di stare in una parrocchia dal sabato alla domenica, dopo la settimana trascorsa in seminario, e così conoscere dal di dentro la vitalità della parrocchia, con i suoi gruppi, con le sue problematiche, con i suoi progetti, con uno sguardo privilegiato per i giovani e i ragazzi. Non solo al sabato e alla domenica, ma abbiamo l’opportunità di vivere la vita della parrocchia anche nel tempo dell’estate, dedicandoci a tempo pieno ai giovani e ai ragazzi. Solo immergendosi nella vita parrocchiale, i seminaristi riescono a cogliere dal vivo quali siano le esigenze della parrocchia, le dinamiche pastorali, gli orizzonti del proprio ministero futuro. 

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Bertero articolo semi

il "semi va in parrocchia"

“Semi” sta per seminarista e, per chi incontro ogni fine settimana nelle parrocchie di Grugliasco dove presto servizio, è un modo simpatico per riferirsi a me.

Stare in parrocchia il sabato e la domenica è una grande ricchezza; infatti sono i giorni in cui le persone hanno più tempo a disposizione e per chi partecipa alla vita della parrocchia, quello è il momento in cui si vive in pienezza la comunità. A me allora è data la grande opportunità di fare esperienza stando sul campo!

 È proprio il senso di comunità che mi ha colpito fin da subito e che ogni domenica sperimento durante la Messa, che a causa delle numerosa partecipazione viene celebrata nella piazzetta davanti alla chiesa. Persone di ogni età e soprattutto tanti ragazzi e giovani scelgono di dedicare qualche ora per incontrare il Signore e i fratelli.

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