Diario di bordo

ESERCIZI2021

ESERCIZI SPIRITUALI: UNA RICARICA NEL QUOTIDIANO

Dalla sera di domenica 24 fino a sabato mattina 30 gennaio, abbiamo vissuto l’esperienza degli esercizi spirituali: momento tanto atteso per recuperare lo sguardo di Dio sulla nostra vita e per approfondire il nostro rapporto con Gesù. Di solito gli anni scorsi trascorrevamo gli esercizi in qualche casa di spiritualità; per il persistere della pandemia non è stato possibile e siamo rimasti in Seminario.  Certo, è stata una sfida perché il Seminario è il luogo in cui passiamo gran parte della settimana e il rischio di lasciarci coinvolgere dai lavori quotidiani o semplicemente di distrarci nella nostra camera era elevato. Da subito, però, ci siamo accorti che poteva essere un’opportunità: stare in preghiera e in silenzio per così tanto tempo nei luoghi in cui viviamo, fatichiamo e cresciamo ogni giorno ci ha permesso di vedere il presente con altri occhi. Nel silenzio e nella preghiera ci siamo accorti, con uno sguardo nuovo, del dono prezioso che ciascuno di noi è, e insieme del dono che è il luogo in cui viviamo: la fraternità e la casa, due aspetti così ricchi di richiami a quel Dio che ci ama senza stancarsi mai e dal quale attingiamo vita per ogni nostra azione.

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Articolo sorella Miriam

Custodire la vita e generarla con creatività - Testimonianza di sorella Miriam

Abbiamo intervistato sorella Miriam della famiglia religiosa delle Discepole del Vangelo che condivide con noi alcuni momenti di vita comunitaria. Tra i numerosi servizi che svolge, proviamo a conoscere meglio la sua responsabilità come assistente religioso. 

Come scopri la vita nei reparti?
È una domanda ampissima! Quando dico che lavoro al Sant’Anna, immediatamente molti mi dicono: “Che bello con i bambini!”. In effetti è un ospedale importante per la maternità, però direi che questo è un primo livello, il più visibile. Sì, c’è la vita che pulsa con tutta la sua energia in quelle culle, c’è il respiro dell’umanità di domani. Però vedo la vita anche nelle culle di quei bambini che invece lottano per vivere perché noi “già navigati” in fondo non sappiamo dare certezze; vedo la vita negli sforzi generosi ed eroici dei loro genitori che, in silenzio, vegliano accanto a loro; vedo la vita anche dove essa, per come la conosciamo, sta volgendo al suo termine ma viene lasciata senza nulla in sospeso e nella pace.

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Foto Articolo Testimonianza Acc

La vocazione: chiamati ad essere se stessi

Che cos’è la vocazione? È un quesito difficile con cui cominciare, ma vorrei provare a chiedermelo ancora, cercando di rileggere la mia storia per abbozzarne una soluzione. Sicuramente, prendere sul serio questa domanda e cercarvi una risposta autentica è un’azione impegnativa e non delegabile: è solo tua. Penso che in realtà, scegliere se stare o no davanti a questo interrogativo è già la prima e fondamentale questione da porsi. È tua la scelta di ignorarlo o di prestarvi attenzione, di lasciarti toccare da una domanda grande come te e di più. È tua la scelta di prendere in mano la tua vita, di desiderarne il meglio, oppure semplicemente, di lasciarti trasportare da quello che succede, da quello che ti piace oggi. 

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studio

LO STUDIO, CHIAMATA E VITA

Vivere il seminario vuol dire mettersi in gioco con le varie sfide che la vita presenta, mettersi in dialogo con i giovani e in cammino con le persone che incontriamo nella nostra strada. Tutto ci è donato per approfondire la “grande chiacchierata” con il Signore, chiacchierata che abbraccia tutta la vita. In seminario, abbiamo la possibilità di viverla nel silenzio, coltivando le amicizie o impegni pastorali, vivendo le nostre domande, fatiche, desideri o nella letizia. Tutte queste dinamiche chiedono di prenderci sul serio, di stare di fronte a noi stessi. Ecco, lo studio della teologia durante gli anni del seminario: il primo impatto è già interessante: non scelgo io di studiare, ma mi è chiesto. 

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articolo te deum 2020

C'è qualcosa per cui ringraziare?

Ragazzi… che anno!  Chiudendo gli occhi, come tanti fotogrammi, si ripercorre il 2020: pandemia, scuole chiuse, andrà tutto bene, lock down, l’economia vacilla, non possiamo permetterci una nuova ondata, vaccino, ed ora è arrivata anche la variante inglese. La tentazione di fermarsi solo sugli eventi che ci hanno ferito è grande, ma il 2020 è stato solo questo?

Con le feste noi seminaristi siamo tornati tutti a casa, da molto tempo non passavamo dei lunghi momenti con i nostri cari. Iniziano i pranzi e le cene natalizie, quest’anno vissuti in una forma più sobria e silenziosa. Iniziano ad arrivare i messaggi di auguri per il nuovo anno: “fossi il 2021 avrei un’ansia prestazionale pazzesca”, “caro 2021, spazza via quest’anno”…

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articolo decembre 2020

Ogni momento è un possibile incontro!

Le attività pastorali del Seminario rivolte ai giovani e ai giovanissimi in questa prima parte dell’anno,  hanno preso una strada diversa; come tutti, difronte al tempo particolare che stiamo vivendo e col continuo mutare degli eventi, ci siamo anche noi sforzati per trovare strategie e “nuove” strade, per continuare a tenere i contatti e i legami coi nostri amici giovani, per raggiungere anche persone che difficilmente avremmo incontrato in un momento di ‘normalità’. 

Abbiamo così iniziato le attività con una serata dedicata ai giovanissimi, l’unica che siamo riusciti a fare in presenza. Siamo stati nella parrocchia di Sant'Alfonso in Torino il 29 ottobre scorso. Abbiamo cercato di far riflettere i ragazzi sulla tema della preghiera e sulla possibilità che questa sia una relazione, un’amicizia con Gesù. Dopo la scuola, un piccolo gruppo di seminaristi è partito per Sant’Alfonso; siamo stati raggiunti lì dal nostro rettore Don Ferruccio, dal vicerettore Don Antonio e da sorella Giuliana. Mentre preparavamo la chiesa, bene accolti da don Davide, ci è nato un pensiero: forse quella sarebbe stata l’ultima attività che avremmo fatto in presenza!

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Vivere il tempo che ci è dato

“Si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con le sue difficoltà” (Aldo Moro). Dopo aver vissuto a causa della pandemia in maniera così diversa il tempo di Quaresima e di Pasqua, abbiamo iniziato il tempo liturgico dell'Avvento in maniera altrettanto strana. I sentimenti che proviamo sono molti. Per tutti, in un modo o nell'altro, ci sono fatiche ed incognite, paure ed attese ed in tutto questo le nostre vite stanno cambiando. Di fronte a questo possiamo però porci due domande: “ci siamo veramente in questa realtà? E come ci stiamo?”.

Domande che, a dire il vero, valgono in ogni momento della nostra storia, ma alle quali forse, proprio in contesti del genere, vale la pena dare risposta. Tentiamo di farlo lasciandoci ispirare da due brani della Parola di Dio che hanno dato inizio alla liturgia dell'Avvento.

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Articolo liturgia 3 12

L'esperienza nella liturgia: Dio è veramente qui tra noi

Ci capita spesso, quando le relazione con i ragazzi in parrocchia diventano più informali, di ricevere qualche battuta ironica sulla nostra scelta di vita. Sul podio delle più gettonate ci sono sicuramente le considerazioni sulla Messa. «Oh, ma quanto è noiosa la Messa? Ma è sempre uguale, si ripetono le stesse cose ogni volta!».
Ecco, penso che la vita di un seminarista sia abbastanza uno scandalo anche rispetto al tempo passato in preghiera: in seminario, infatti, celebriamo la Messa tutti i giorni, per di più al mattino, e come se non bastasse preghiamo insieme anche la liturgia delle ore. Prendo allora le mosse da uno stimolante incontro di martedì scorso 17 novembre con la prof.ssa Morena Baldacci.

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