Diario di bordo

Lettorato Ste Acc

UN MINISTERO PER RICORDARE IL MIRACOLO DELLA PAROLA DI DIO

Riportiamo l'articolo di Stefano A. pubblicato sulla Gazzetta d'Asti in occasione del lettorato ricevuto il 6 maggio 2022.

Nessuno è escluso dall’invito insistente della Chiesa: frequentare la Scrittura, lasciarsi raggiungere dalla conversazione che Dio intrattiene con l’uomo da sempre, per scoprirsi intimamente conosciuti da quella Parola che, rivelando l’amore di Dio, svela l’uomo a se stesso. Sono convinto che il più grande miracolo di questa Parola sia anche il più semplice da verificare, senza necessariamente gli strumenti dell’esegesi e della teologia: è la perenne attualità di questa viva voce, perché vivente è un presente.

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Santegidio sito

CARITA': VIVERE UN AMORE CONCRETO

Mi presento, sono Luca; ho 39 anni, vengo da Santena e sono al quinto anno di Seminario. Fin dal primo anno ho avuto la fortuna di conoscere e vivere il servizio caritativo, dimensione importante per la nostra formazione umana, con la Comunità di Sant’Egidio, che a Torino è molto attenta ai più poveri e fragili e in particolare ai senza dimora. Ho iniziato questo servizio che mi ha permesso di conoscere questa realtà nuova e per me sconosciuta.

Sant’Egidio è una Comunità nata nel 1968, dopo il rinnovamento del Concilio Vaticano II. E’ presente in più di 70 paesi del mondo. La preghiera, i poveri e la pace sono i pilastri fondamentali della Comunità. In questi anni ho scoperto che la preghiera, basata sull’ascolto della Parola di Dio, è la prima opera della Comunità poi ho scoperto anche che i poveri sono i fratelli e gli amici della Comunità.

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VI HO CHIAMATO AMICI

“Vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.” (Gv 15,15). Per me è questo il versetto che accompagna e affianca il volto di don Nino. Non è facile trovare le parole per raccontarlo. Sono davvero tanti gli anni trascorsi, i luoghi vissuti, ma specialmente le storie, le parole, gli sguardi, i sorrisi condivisi con lui. Credo sia impossibile riassumere la relazione che ho vissuto con don Nino, specialmente per l’immensità dei doni che ho ricevuto.

Sono impressi nel mio cuore tantissimi colloqui personali e tantissime chiacchierate con quella sua capacità unica di stimolare l’immaginazione, ma allo stesso tempo di andare in profondità e smuovere le corde più profonde dell’anima. E tutto ciò don Nino lo viveva con stupore: unica era la sua capacità di meravigliarsi di fronte ad ogni vita che cresceva.

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francesco lebbroso

UNA VOCE CHE DÀ DEL TU A DIO

Come di consueto, la comunità del Seminario inaugura i tempi forti dell’anno con un momento di ritiro: occasione di silenzio, di ritorno e di nuova partenza. Il ritiro di cui vogliamo raccontare si apre, dunque, la sera di venerdì 4 marzo con le parole della preghiera di San Francesco d’Assisi Lodi di Dio Altissimo. Il testo non suona nuovo alle orecchie dei più; meno nota, invece, è la vicenda umana che precede la sua stesura da parte del poverello di Assisi. Proprio l’esperienza di Francesco, che incontriamo in alcuni suoi scritti, ci accompagna in questi giorni nella contemplazione dell’amore di Dio che raggiunge l’uomo, raggiunge la mia umanità, laddove con coraggio e umiltà riconosco la fragilità di cui sono fatto e la metto a disposizione di Lui. Fragilità è stata, infatti, la parola chiave scelta da fra Roberto Rossi Raccagni, provinciale dei cappuccini nel Nord-Ovest d’Italia e nostro “vicino di casa”, per guidare questo avvio di Quaresima. Si tratta dunque di scoprire come l’umiltà e la fragilità per Francesco sono diventate spazio di grazia.

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Sinodo

SINODO IN SEMINARIO

In questi mesi si sente parlare molto di Sinodo, di cammino di ascolto e dialogo e che vede impegnata la Chiesa, a vari livelli, fino al 2023. Anche la comunità del Seminario ha partecipato attivamente a questa prima fase a livello locale, vivendo due momenti importanti di incontro.

Nella mattinata di sabato 26 febbraio don Roberto Repole ci ha offerto una bella riflessione sul significato del Sinodo e il suo profondo legame con la vita della Chiesa, evidenziandone le opportunità e gli elementi positivi ma anche sottolineando alcuni problemi teologici. Nella seconda parte della mattinata Morena Savian, dell’Ufficio missionario e referente nella nostra diocesi per il Sinodo, ci ha illustrato le varie fasi del cammino e ci ha spiegato come poter contribuire.

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VIVERE PER DONO  

Dal 27 al 30 aprile si è svolto il 65° convegno nazionale missionario per i seminaristi nella bellissima città di Bergamo. Il convegno ha visto la partecipazione di 130 giovani rappresentanti dei seminari di tutta Italia. Per l’Arcidiocesi di Torino abbiamo partecipato io e Luca Romagnolli in quanto membri del GAMIS (Gruppo Animazione Missionaria Seminaristi), un gruppo interno al seminario che ha come scopo quello di sensibilizzare al tema della missione. Siamo stati accolti in modo caloroso dai nostri compagni del seminario di Bergamo. È stato molto bello condividere con i seminaristi di tutta Italia le nostre esperienze di formazione.

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UNA TERRA PROMESSA LARGA UN TAPPETO 

Generalmente ogni seminarista guarda al giorno della sua ordinazione presbiterale futura come a una terra promessa che lo attende; essa ha i contorni di quel tappeto sopra il quale si prostrerà durante il rito di ordinazione. Questo rappresenta effettivamente la meta e il termine di un lungo cammino di preparazione, discernimento e formazione. Salvo poi realizzare che in realtà quel tappeto è il punto di partenza di qualcos'altro e che quindi sarebbe meglio paragonabile a un tappetino elastico che ti proietta in avanti nel ministero futuro.

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rematori

ATTI DELLO SPIRITO, ATTI DEGLI APOSTOLI

Proseguendo la riflessione iniziata dal mio confratello Giovanni sugli Esercizi Spirituali che come seminaristi abbiamo vissuto alcune settimane fa, mi soffermerò su alcuni tra i ricchi contenuti delle esegesi sugli Atti degli Apostoli, della prof.ssa Rosanna Virgili, che li ha guidati.

Gli Atti, letti tutti in una volta, risultano sorprendentemente avvincenti. La Chiesa appare come un corpo che si va formando, una rete di cuori in cammino, “rematori dalla Parola” sotto la regia dello Spirito.

Ma i rematori non sono soli, innanzitutto perché hanno Cristo Risorto: che non è una dottrina, ma un Corpo, presente con i discepoli per 40 giorni, per parlare loro del Regno (At 1).

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