Diario di bordo

foto diaconi

I NUOVI DIACONI SI RACCONTANO

La Chiesa, a partire dal Concilio Vaticano II, ha voluto ricostituire il ministero del Diaconato permanente, riscoprendone le potenzialità spirituali e pastorali. Il vedere uomini, sposati e non, dare la vita in questo ministero, è una provocazione spirituale per noi, diaconi transeunti, che camminiamo verso il presbiterato, perché l’ordinazione diaconale, lungi dall’essere semplicisticamente una tappa verso una meta, sia riconosciuta e vissuta come un’abbondanza di doni dello Spirito - attraverso il sacramento - che fa di esso una svolta fondamentale del nostro modo specifico di essere discepoli. È con esso, infatti, che prendiamo gli impegni che rinnoveremo con l’ordinazione presbiterale; impegni che sono, in realtà, doni di Dio e della Chiesa, perché possiamo meglio essere servi, in libertà di cuore. E questa dimensione del servizio, della carità, specifica del diaconato - permanente e transeunte – costituisce uno stile di fondo che saremo chiamati a mantenere nello specifico del presbiterato. (don Mauro Donato)

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Mese missionario

CUORI CHIAMATI ALLA MISSIONE

“Oggi, Gesù ha bisogno di cuori che siano capaci di vivere la vocazione, come una vera storia d’amore, che li faccia andare alle periferie del mondo e diventare messaggeri e strumenti di compassione.” Queste parole ci vengono offerte da papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata missionaria mondiale di quest’anno, celebrata domenica 24 ottobre.

Ogni anno abbiamo l’opportunità di vivere questo appuntamento, però a volte forse rischiamo di darlo per scontato, allora le parole del papa possono aiutarci a capire meglio che cos’è la missione e com’è possibile viverla nella nostra vita.

Vorrei sottolineare tre parole di questa citazione: cuori, vocazione e periferie.

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Attività seminario 2021

PRONTI? PARTENZA, VIA!

Cari amici, riprendiamo con gioia la nostra rubrica dopo la pausa estiva e vorremmo parlarvi, in questo primo articolo, di alcune iniziative che stiamo mettendo in cantiere per giovani e giovanissimi della nostra diocesi, della nostra città! Dopo il tempo “particolare” legato alla pandemia che abbiamo vissuto tutti e che stiamo ancora vivendo, vorremmo dirvi la nostra gioia di tornare ad incontrare i giovani in seminario, ovviamente con le dovute accortezze e le attenzioni che ancora questo tempo ci chiede di vivere!

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Foto Alassio 1

RICOSTRUIRE... DA DOVE INIZIARE?

“Speriamo che non piova” questi erano i sentimenti dei seminaristi al ritiro di inizio anno ad Alassio. È stato un bel momento per riposarsi dopo gli esami e dopo la ripresa in parrocchia: spiaggia, sole, giochi e nuovi compagni di viaggio da conoscere.

Ma il riposo del corpo è stato accompagnato da tante provocazioni che ci sono state fatte da parte dei formatori e del nostro Arcivescovo: dopo la pandemia tutti parlano di ripartenza, ma noi cosa vogliamo ricostruire? E soprattutto, dove mettere le fondamenta?

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DedeSacerdozio: un cammino quotidiano di pienezza

6 giugno 1944 il cosiddetto D-day, un giorno che ha avuto risonanza in tutta la storia. 6 giugno 2021, un giorno che almeno nella mia storia avrà la stessa risonanza. Verrò ordinato presbitero. Come ci si prepara a un evento del genere? La risposta più vera, sto capendo, è che non ci si prepara. Mi spiego meglio. Il seminario è un lungo percorso, tutto un tentativo di ascolto di sé, della realtà alla luce della Parola di Dio, cercando di stare attenti a come vuole agire nella nostra vita. È il tentativo di interpretare la storia sacra che il Signore vuole scrivere con la nostra vita e l’allenamento per lasciargli più spazio possibile. Ma diventare prete…è un’altra cosa.

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artiicolo parrocchia samuele

“L’appetito vien mangiando”: l’esperienza in parrocchia

La formazione che i seminaristi ricevono negli anni di seminario abbraccia anche la dimensione pastorale, e questo in concreto significa che i seminaristi possono toccare con mano la vita di una parrocchia e conoscere una comunità cristiana concreta, con tutte le dinamiche che la attraversano. I seminaristi hanno l’opportunità di stare in una parrocchia dal sabato alla domenica, dopo la settimana trascorsa in seminario, e così conoscere dal di dentro la vitalità della parrocchia, con i suoi gruppi, con le sue problematiche, con i suoi progetti, con uno sguardo privilegiato per i giovani e i ragazzi. Non solo al sabato e alla domenica, ma abbiamo l’opportunità di vivere la vita della parrocchia anche nel tempo dell’estate, dedicandoci a tempo pieno ai giovani e ai ragazzi. Solo immergendosi nella vita parrocchiale, i seminaristi riescono a cogliere dal vivo quali siano le esigenze della parrocchia, le dinamiche pastorali, gli orizzonti del proprio ministero futuro. 

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Bertero articolo semi

il "semi va in parrocchia"

“Semi” sta per seminarista e, per chi incontro ogni fine settimana nelle parrocchie di Grugliasco dove presto servizio, è un modo simpatico per riferirsi a me.

Stare in parrocchia il sabato e la domenica è una grande ricchezza; infatti sono i giorni in cui le persone hanno più tempo a disposizione e per chi partecipa alla vita della parrocchia, quello è il momento in cui si vive in pienezza la comunità. A me allora è data la grande opportunità di fare esperienza stando sul campo!

 È proprio il senso di comunità che mi ha colpito fin da subito e che ogni domenica sperimento durante la Messa, che a causa delle numerosa partecipazione viene celebrata nella piazzetta davanti alla chiesa. Persone di ogni età e soprattutto tanti ragazzi e giovani scelgono di dedicare qualche ora per incontrare il Signore e i fratelli.

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ESERCIZI2021

ESERCIZI SPIRITUALI: UNA RICARICA NEL QUOTIDIANO

Dalla sera di domenica 24 fino a sabato mattina 30 gennaio, abbiamo vissuto l’esperienza degli esercizi spirituali: momento tanto atteso per recuperare lo sguardo di Dio sulla nostra vita e per approfondire il nostro rapporto con Gesù. Di solito gli anni scorsi trascorrevamo gli esercizi in qualche casa di spiritualità; per il persistere della pandemia non è stato possibile e siamo rimasti in Seminario.  Certo, è stata una sfida perché il Seminario è il luogo in cui passiamo gran parte della settimana e il rischio di lasciarci coinvolgere dai lavori quotidiani o semplicemente di distrarci nella nostra camera era elevato. Da subito, però, ci siamo accorti che poteva essere un’opportunità: stare in preghiera e in silenzio per così tanto tempo nei luoghi in cui viviamo, fatichiamo e cresciamo ogni giorno ci ha permesso di vedere il presente con altri occhi. Nel silenzio e nella preghiera ci siamo accorti, con uno sguardo nuovo, del dono prezioso che ciascuno di noi è, e insieme del dono che è il luogo in cui viviamo: la fraternità e la casa, due aspetti così ricchi di richiami a quel Dio che ci ama senza stancarsi mai e dal quale attingiamo vita per ogni nostra azione.

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