Articoli Archiviati

noi e lo stranieroLo straniero e noi: prove d'incontro

Migliaia e migliaia di persone, in quest’ultimo periodo, lasciano paesi di guerra, paesi di povertà, paesi di morte e tentano disperatamente di raggiungere il Vecchio Continente. Molti ce la fanno, altri purtroppo se li prende il mare. E quanti riescono ad arrivare, vengono per lo più accolti in campi profughi, in attesa di potersi poi muovere più liberamente. Alla ricerca di una vita migliore, lontano dalla povertà e dalla guerra.

Leggi tutto...

Ero in carcere e siete venuti a trovarmiVisitare i carcerati
Tu che hai un Dio che ti ascolta e ti consiglia, aiutami a capire che cosa fare*

Nel giugno 2012 ho avuto la fortuna di trascorrere un mese in Bolivia ospite da una famiglia valdostana, missionaria lì da una decina di anni. Una delle tantissime realtà che ho potuto visitare è proprio quella delle carceri: in Bolivia, ancor più che in altri paesi, è molto problematica. Lo stato garantisce ai detenuti una struttura, un misero sostentamento e i soldati per la sicurezza. In quanto ho visitato, posso dire che se non ci fosse il servizio dei volontari probabilmente sarebbe davvero tutto completamente abbandonato e invivibile. Uno di questi volontari, Riccardo, padre di famiglia e impegnato da decenni nei carceri Boliviani, mi ha proposto di accompagnarlo nel carcere di massima sicurezza di Chonchocoro.

Leggi tutto...

impastato di noiImpastato di noi

Gesù viveva una piena armonia con la creazione, e gli altri ne rimanevano stupiti: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?» (Mt 8,27). Non appariva come un asceta separato dal mondo o nemico delle cose piacevoli della vita. Riferendosi a sé stesso affermava: «E’ venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone”» (Mt 11,19). Era distante dalle filosofie che disprezzavano il corpo, la materia e le realtà di questo mondo. Gesù lavorava con le sue mani, prendendo contatto quotidiano con la materia creata da Dio per darle forma con la sua abilità di artigiano. E’ degno di nota il fatto che la maggior parte della sua vita è stata dedicata a questo impegno, in un’esistenza semplice che non suscitava alcuna ammirazione: «Non è costui il falegname, il figlio di Maria?» (Mc 6,3). Così ha santificato il lavoro e gli ha conferito un peculiare valore per la nostra maturazione. San Giovanni Paolo II insegnava che «sopportando la fatica del lavoro in unione con Cristo crocifisso per noi, l’uomo collabora in qualche modo col Figlio di Dio alla redenzione dell’umanità».
(Francesco, Laudato si’ n.98)

Leggi tutto...

preghieraDio mi parla, come? (3/2)

La mia vita è come un fiore, ha bisogno di tante cose per potersi esprimere con i profumi ed colori più belli: ho bisogno di essere piantato, che siano tolte le erbacce, che ci sia la luce del sole… ma soprattutto ho bisogno di acqua, ho bisogno di essere dissetato = ho bisogno di essere amato.

La mia vita ha gusto quando trova un senso: quando so per quale motivo vivere, quando posso portare frutto,  quando inizio a prendermi cura di qualcuno e non solo di me stesso = ho bisogno di amare.

Leggi tutto...

la preghiera, opera di misericordiaPregare per i vivi e per i morti*

Il dono della preghiera è aprirsi a Dio e al prossimo, accogliere e donarsi. Soprattutto, la preghiera diventa opera di misericordia verso chi soffre nel corpo e
nello spirito.Tra tutte le opere di misericordia, la preghiera per i vivi e per i morti è la sola che può essere compiuta da tutti e raggiungere ogni situazione. Per le anime più dimenticate, per le vittime dell’odio e della violenza, per le morti improvvise e per coloro che hanno sofferto la miseria e la povertà.

Leggi tutto...