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SGUARDO SILENZIOSO

Attese e desideri: due realtà che facilmente abitano il nostro cuore all’inizio di un anno. Tra essi ce ne saranno di semplici… ma di anche di importanti! Quest’ultimi sono quelli che sanno spingerci a vivere più pienamente, più autenticamente, la nostra vita. E sono così preziosi, che spesso li custodiamo per noi o al massimo li confidiamo ad amici fidati. E chi ci vuole bene li intuisce senza molte parole; basta a volte solo uno sguardo, ed ecco li conosce! Il Signore, possiamo starne certi, è per noi come il più caro di questi amici, e molto di più!

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Siamo venuti ad adorarlo

Nella solennità dell'Epifania del Signore, la liturgia ci presenta un brano esclusivo dell'evangelista Matteo: la visita dei Magi a Gesù appena nato, a Betlemme.
La prima lettura, tratta dal capitolo 60 del profeta Isaia, e il salmo 72 (71) preparano la scena. In entrambi i testi è rappresentata una pacifica e gioiosa invasione di Gerusalemme da parte di tutti i popoli, che, uscendo dalla "nebbia fitta" che li avvolgeva, camminando nella luce del Signore giungono anch'essi all'incontro promesso al primogenito Israele, portando ricchi doni per il Re, il Signore.

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la notte risplende

Tutto il mondo attendeva questo momento: Gesù, il Figlio di Dio nasce per noi! Andiamo anche noi a Betlemme! Di corsa, andiamo, lasciamo tutto e raggiungiamo la grotta! Gli angeli in cielo cantano e ci invitano a raggiungere quel Bambino che è nato. Ma come andare? Come prepararsi? Che fare?

Facciamo come i pastori. Gli angeli li raggiungono mentre fanno la guardia notturna al gregge. Intimoriti dalla gloria di Dio che li avvolge sentono la voce angelica: Ecco, vi portiamo una grande gioia! È nato per voi un Salvatore! È il Cristo Signore! Spaventati non capiscono: Come? Non temete: troverete un Bambino, adagiato in una mangiatoia! È tutta la coorte celeste si dirigeva alla grotta cantando la gloria di Dio per la nascita nel tempo di Colui che è eterno! E quegli uomini andarono senza indugio e videro.

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Regalo di Natale

Entro nella tua stanza in ospedale. Mi accolgono, come sempre, i tuoi occhi vispi. Mi ha sempre stupito che ti ricordi il mio nome, ma forse è perché non chiami solo con la voce, ma con gli occhi, con il cuore. Ti ho portato Gesù Eucaristia. Mi dici che ti ho fatto il regalo più bello.

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antidoto

“Caro amico, mi avete detto che siete triste la sera e che le vostre serate sono pesanti … volete, se vi è permesso di uscire dal campo, venire a passare abitualmente le serate con me? Le prolungheremo tanto quanto vorrete, parlando fraternamente del futuro, dei vostri figli, dei vostri progetti .. di ciò che voi desiderate, sperate per voi e per coloro che amate …”. Charles de Foucauld,Beni Abbes, 23 giugno 1902

Il regalo più bello che possiamo farci in questo Natale è forse quello di offrirci e donarci un po' del nostro tempo; le nostre giornate e serate sono spesso piene di tante cose da fare … forse non tanto ricche di relazioni da vivere nella semplicità e gratuità e questo dipende anche da noi!

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