luce del mondo, sale della terra

panni sporchi

La domenica, per pranzo, torno spesso a casa. Parcheggio in cortile, esco dall’auto e prendo un immenso borsone con i panni della settimana, che mi tiro dietro fino a quando, entrato in casa, non lo abbandono davanti al lavatoio. Salgo poi le scale, e vado in cucina a salutare mia madre. Appena mi intercetta, la prima domanda è sempre la stessa: “Dov’è la roba sporca?”. Poi arrivano gli altri convenevoli: come stai, com’è andata la settimana, hai dato esami… Che non gliene importi di come sto? O forse che mostri molto più che con le parole il bene che mi vuole, la dedizione che ha per me, suo figlio, nel suo amorevole e umile lavare i miei panni, panni che poi hanno sempre quel profumo caratteristico di pulito, che sa ricordarmi casa, e che mi parla di lei, e ancora del suo bene?

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se il chicco di grano...

Riordino interiore…

…Bisogna passare per il deserto e soggiornarvi per ricevere la grazia di Dio: è là che ci si svuota, che si scaccia da sé tutto ciò che non è Dio e che si svuota completamente questa piccola casa della nostra anima per lasciare tutto il posto a Dio solo. […]. È indispensabile.

È un tempo di grazia.

È un tempo attraverso il quale ogni anima che vuole portare dei frutti deve necessariamente passare.

 (Lettera di Charles de Foucauld al padre Jérôme, 19 maggio 1898)

 

Che cosa svuotiamo? Perché svuotiamo un cassetto, uno zaino, una borsa? In genere per mettere ordine. Per fare ordine. Per recuperare un po’ di spazio per qualcosa di nuovo!

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A... piccoli passi!

"Fu condotto nel deserto"


Con il segno dell'imposizione delle Ceneri, mercoledì è iniziato il tempo forte della Quaresima, e abbiamo ascoltato dal Vangelo secondo Matteo l'invito di Gesù a praticare la "giustizia" nella sua triplice dimensione (elemosina, preghiera e digiuno) non davanti agli uomini per ricevere da loro la lode, ma nel segreto dell'intimità del Padre, che "vede nel segreto" (Mt.6,1-6.16-18).
In questo anno liturgico A, l'evangelista Matteo ci accompagnerà solo nelle prime due Domeniche di Quaresima, per lasciare spazio, dalla III alla IV Domenica, all'evangelista Giovanni e ai suoi tre meravigliosi affreschi: la Samaritana, il Cieco nato e la risurrezione di Lazzaro.

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taccuino di viaggio

Siamo eterno, siamo passi, siamo storie!

È terminato il festival di Sanremo! E il gran panorama della musica italiana si è arricchito con la canzone di Fiorella Mannoia, intitolata “Che sia benedetta”: una lode alla vita, “da tenersela stretta”.

Abbiamo una sola vita, con anima e corpo, ed è questa che dev'essere santa e piena di Dio: questo Dio invisibile lo troviamo nelle cose più visibili e materiali.

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luce del mondo, sale della terra

sorridere

Con la serie TV “the Young Pope” il regista Paolo Sorrentino ha saputo dipingere scene divertenti ed epiche insieme, sottolineando senz'altro anche alcune ambiguità nella Chiesa, certo riprendendo e mitizzando alcuni luoghi comuni, donando però anche uno sguardo nuovo sulla pazienza e l’affidamento che ogni cristiano dovrebbe avere nei confronti di un Dio che non parla, che non si fa sentire, che non… oppure no?

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se il chicco di grano...

ASCOLTARE ? SCEGLIERE

Carissimo, eccoti al momento di pensare all’avvenire: non di scegliere la strada che percorrerai nella tua vita: la parola scelta è una delle più false: “scegliere la propria vocazione”, come si dice talvolta, è una contraddizione: vocazione vuol dire chiamata, non si sceglie la chiamata, la si ascolta e le si obbedisce…Non c’è dunque in alcun caso da scegliere la propria vocazione, ma unicamente da prestare bene l’orecchio per intenderla, e quando la si ha ben intesa obbedirle con tutto il proprio cuore … Tu sei in questo momento importante della tua vita, dove bisogna prestare l’orecchio, essere in ascolto per ben intendere, ben capire ciò che Gesù vuole da noi, ciò che vuole che noi siamo e facciamo nella vita … Per conoscere indubbiamente e infallibilmente la tua vocazione, non hai che una cosa da fare, aprire bene la tua anima ad un buon confessore, ad un buon direttore, chiedergli di andare spesso a trovarlo, andare così spesso quanto te lo permetterà, e dirgli che desideri conoscere la tua vocazione, chiedergli di aiutarti a conoscerla …

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