"...ciò che ti piace!"

vacanze mareProgetti ...

Ogni momento della nostra vita è tempo per progettare, fare progetti, ma l’estate lo è in modo particolare soprattutto dopo un anno di lavoro e di studio.
Ecco allora un tempo “diverso” che si apre davanti a noi, un tempo prezioso per continuare a tessere i fili della nostra vita, tra desideri e realtà, tra piccoli o grandi progetti per noi o per gli altri.

Non importa se non avremo grandi imprese da realizzare, grandi vacanze, grandi viaggi, grandi esperienze da vivere .. la nostra vita si costruisce a piccoli passi, con piccole cose che spingono il nostro cuore, la nostra persona a pensare, a cercare, a concretizzare ...

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#dallafinestra

mamma e bimbo 490Come un bambino

Strano il momento in cui prendi tra le braccia un bimbo, una bimba nel mio caso, appena nata, strani gli incroci di sguardi entrambi di meraviglia, la ricerca di un contatto, di una stretta per quanto debole, di sicurezza e di fiducia. Strano e allo stesso tempo è gioia grande!

Il miracolo di una nuova vita, rapportarsi con un neonato fa pensare al dono immenso di Dio, quel dono che spesso diamo troppo per scontato e su cui sprechiamo fiumi di parole che basterebbe forse proprio prendere in braccio un bimbo per rendersi conto del mistero, dell’amore, della semplicità, quella stessa semplicità che Dio ha voluto assumere per noi.

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#crescendo

6f0f62fe444b09585d1edaa5a8b9f5d5Tutto gratis

L’infanzia finisce là dove comincia la memoria”. Mi hanno sempre affascinato queste parole che Vasco Pratolini scrive nel suo monumentale romanzo Lo scialo.

C’è qualcosa nei ricordi dell’infanzia di ciascuno che rimane nascosto e inaccessibile e a cui la memoria non può facilmente attingere. Non sono ricordi perduti o dimenticati; tutt’altro! Sono ricordi così preziosamente remoti che sono racchiusi come in uno scrigno, dotato di diverse serrature, le cui chiavi non si possono cercare, ma solo trovare. Anzi sono esse stesse a farsi trovare, in modo epifanico e imprevedibile, come una proustiana madelaine.

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B come...Marco!

Donne al sepolcro McUn finale sorprendente

Durante tutto il tempo di Pasqua è stato il Vangelo di Giovanni il grande protagonista. Il nostro Vangelo di Marco, quello dell’anno liturgico che stiamo vivendo, dopo questa lunga pausa ritornerà a breve ad accompagnarci nella ripresa del tempo ordinario; tuttavia vale la pena, avvicinandoci alla conclusione del tempo pasquale, di dedicare un po’ di attenzione anche ai racconti della Risurrezione che questo Vangelo presenta, sebbene risultino assai stringati e, per certi aspetti, davvero sorprendenti. Se infatti non consideriamo gli ultimi versetti del capitolo 16 (quelli dal 9 al 20), riconosciuti ormai unanimemente come un’aggiunta tardiva, Mc si conclude in modo sconcertante.

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"...ciò che ti piace!"

premio gratuita 2014 30927 1083“gratuità”

Ecco un’altra parola-chiave del cammino in preparazione al Sinodo dei giovani! La domanda da cui siamo partite è: “Se ti dico GRATUITA’... cosa pensi?!?”.

Hanno risposto alcuni giovani della parrocchia di Santena: i pensieri che hanno condiviso con noi, lasciano intravvedere una gratuità vissuta nelle cose di ogni giorno – il proprio tempo, un abbraccio... – ma anche nel servizio che vivono in parrocchia...

A ciascuno di loro e a tutti voi auguriamo allora, in questo tempo pasquale, di SCEGLIERE di vivere con GRATUITA’ le relazioni, i servizi e, perché no (!) anche il rapporto con Dio, provando a dedicare un po’ del nostro tempo a Lui... gratis!

 

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#crescendo

3opoSuonare i silenzi

“Bisogna saper suonare i silenzi”. E’ questo un adagio nato nell’ambiente jazz, ma valido per tutto l’universo della musica. Un buon musicista sa quando il suo strumento deve tacere perché anche i silenzi e le pause godono di una loro dignità musicale. Immaginatevi cosa sarebbe la Quinta di Beethoven senza le pause! O come suonerebbe la marziale introduzione dell’inno di Mameli senza i respiri intermedi! Non c’è musica senza silenzio e non c’è silenzio senza musica. Il silenzio non è un vuoto, né è la semplice assenza di suoni; il silenzio è il luogo in cui parla uno strumento che non ha voce: il tempo.

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