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ALZATI! CAMBIA LO SGUARDO

Sabato 20 novembre si è svolta a palazzo Madama l’annuale GMG diocesana dal titolo “Alzati! Cambia lo sguardo.” Un evento del quale papa Francesco ha voluto spostare la ricorrenza, dalla domenica delle Palme alla domenica di Cristo Re, festa che sottolinea la regalità di Gesù Cristo non solo dell’universo, ma anche della nostra vita.

All’interno del prestigioso palazzo al centro di piazza Castello i giovani partecipanti hanno potuto percorrere un doppio itinerario parallelo, quello storico-artistico e quello spirituale. Il primo ha permesso loro un viaggio nella storia, che con uno sguardo che li ha portati dal Medioevo al primo Senato del Regno d’Italia; poi sono stati invitati a ricercare i tesori che le opere d’arte ospitate nel museo nascondevano come dono prezioso. Ai giovani, secondo me, occorre offrire questo sguardo più ampio, in modo da combattere l’individualismo con la comprensione che la nostra storia non è altro che un tassello di una storia inclusiva molto più grande; un modo, questo, di recuperare ciò che la pandemia ha velato, quel senso di collettività e di bellezza, espressione peculiare di un’umanità in cammino.

Il secondo percorso, quello spirituale, ha offerto uno sguardo più personale, se non addirittura intimo, che ci invitava, sull’esempio di San Paolo apostolo, a cambiare prospettiva di sguardo: se l’itinerario storico-artistico dava loro una possibilità di allargare gli orizzonti sulla storia e raccogliere i valori del passato, quello spirituale si è focalizzato sulla propria storia personale e la propria bellezza. Attraverso la vita di Paolo di Tarso, i giovani hanno potuto comprendere che noi non siamo soli e che, se ci fidiamo di Colui che conduce la storia, anche noi possiamo fare della nostra vita un’opera d’arte. In fondo l’inventore della GMG è stato san Giovanni Paolo II, colui che invitò i giovani a “prendere in mano la propria vita e farne un capolavoro”!

Arricchiti da un’esperienza unica, la serata si è conclusa con la preghiera in Duomo, guidata dal nostro vescovo Cesare e dai frère di Taizé che ci accompagneranno al grande incontro di capodanno. I giovani hanno potuto così incontrare la bellezza più grande, quella velata, quella che solo con la contemplazione può essere accolta. Ad attenderci in Duomo c’era un re non seduto su un trono qualunque, ma su quello che rivela l’amore di Dio per tutti noi: l’icona di Gesù in croce, quel Gesù che ci dona ciò che è più importante, il suo amore e ci rivela un Dio che si fa spettatore, un Dio che semina e attende, un Dio che cura senza invadere, un Dio che ci ama e ci vuole liberi.

Anche noi seminaristi abbiamo voluto partecipare a questa serata, accompagnando i giovani in questa esperienza che ci ha resi spettatori e protagonisti, nell’attesa che ciò che è stato seminato un giorno cresca e tutti possano contemplare e annunciare: “Ecco l’opera del Signore, una meraviglia ai nostri occhi”. (Sal 118).

Guglielmo

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