Diario di bordo

Foto Alassio 1

RICOSTRUIRE... DA DOVE INIZIARE?

“Speriamo che non piova” questi erano i sentimenti dei seminaristi al ritiro di inizio anno ad Alassio. È stato un bel momento per riposarsi dopo gli esami e dopo la ripresa in parrocchia: spiaggia, sole, giochi e nuovi compagni di viaggio da conoscere.

Ma il riposo del corpo è stato accompagnato da tante provocazioni che ci sono state fatte da parte dei formatori e del nostro Arcivescovo: dopo la pandemia tutti parlano di ripartenza, ma noi cosa vogliamo ricostruire? E soprattutto, dove mettere le fondamenta?

Ci hanno accompagnato tre personaggi della Scrittura che credo ci aiutino anche a trovare una risposta. Il primo, il profeta Aggeo propostoci da don Ferruccio, il nostro Rettore.

Aggeo vede come il popolo d’Israele, tornato dall’esilio in Babilonia, non abbia ancora ricostruito il Tempio, la casa di Dio. Tutti hanno la loro casa, il loro campo e il loro bestiame, eppure non sono ancora sazi «Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame...». Di che cosa hanno bisogno?  Di che cosa ho bisogno io per essere sazio fino in fondo?

Poi le figure di Marta e Maria nella meditazione del Vescovo Cesare: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc 10,42). Stare di fronte a Gesù, contemplarlo, mettersi in relazione profonda con Dio e lasciare che Lui si riveli a noi è quello di cui abbiamo bisogno.

Aggeo ha cercato di far vedere agli uomini del suo tempo come avessero un profondo bisogno di qualcuno che li amasse, che li abbracciasse con la sua misericordia, non soltanto di cibo e bevande. Queste ultime ci fanno sopravvivere, ma il sentirci amati è quello che ci fa vivere veramente e dà senso alla nostra esistenza.

E Marta invece? Lei serviva il Signore; ha messo la sua casa a disposizione di Gesù!

Sì, Marta amava Gesù, ma le cose da fare per Lui avevano preso il primo posto. Questo è il nostro rischio tutti i giorni, le tante cose da fare! Ma Gesù non ci dice di non lavorare per la gloria di Dio, anzi! Ci ricorda che il fondamento da cui partire è Lui stesso, la sua persona: “Nulla anteporre all’amore di Cristo” (S. Benedetto). Da questa relazione impareremo a vivere la comunione nella Chiesa e il servizio pastorale; dalla relazione con lui nascerà uno sguardo diverso sulla società e sulla creazione.

Il vescovo Cesare ci ha ricordato che: “La speranza del cristiano non sta nel costruire un mondo migliore, ma è Dio stesso”. Ringraziamo il Signore perché tutto questo è stato reso visibile nel dono del lettorato a Fabio e dell’accolitato a Mauro, nostri compagni, durante la celebrazione eucaristica nella chiesa dei Salesiani che ci ospitavano. L’ascolto della Parola di Dio e il mettersi al servizio del Signore sono alla base della nostra felicità e del nostro lavoro quotidiano: non è tempo sprecato, è ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Buon inizio di anno a tutti!

Luca