Diario di bordo

Bertero articolo semi

il "semi va in parrocchia"

“Semi” sta per seminarista e, per chi incontro ogni fine settimana nelle parrocchie di Grugliasco dove presto servizio, è un modo simpatico per riferirsi a me.

Stare in parrocchia il sabato e la domenica è una grande ricchezza; infatti sono i giorni in cui le persone hanno più tempo a disposizione e per chi partecipa alla vita della parrocchia, quello è il momento in cui si vive in pienezza la comunità. A me allora è data la grande opportunità di fare esperienza stando sul campo!

 È proprio il senso di comunità che mi ha colpito fin da subito e che ogni domenica sperimento durante la Messa, che a causa delle numerosa partecipazione viene celebrata nella piazzetta davanti alla chiesa. Persone di ogni età e soprattutto tanti ragazzi e giovani scelgono di dedicare qualche ora per incontrare il Signore e i fratelli.

Si tratta di una comunità che vive la domenica come giorno più importante ma che si costruisce durante la settimana nelle piccole e grandi attività, che si costruisce negli anni, fin dall’infanzia.

Questo modo di essere comunità è altamente formativo e mi dona degli strumenti, ma ancora prima il desiderio di fare comunità lì nei luoghi dove sarò inviato come prete.

Ciò che mi sta interpellando  da un anno a questo a parte e su cui intendo investire sono proprio le relazioni. Infatti nel periodo storico in cui viviamo credo che la Chiesa e in modo particolare chi esercita un ministero specifico debba impegnarsi nel costruire relazioni, essere capace di intesserle con tutte le persone che incontra, essere promotore di dialogo e di incontro e almeno un motivo per farlo c’è! infatti il Signore risorto è apparso alla comunità dei suoi discepoli e quelle relazioni che aveva costruito con loro durante la sua vita terrena non sono venute meno con la sua morte ma sono continuate anche dopo e i suoi discepoli di ieri e di oggi sono chiamati a relazionarsi con Lui per relazionarsi con i fratelli.

Sono relazioni che devono crescere sempre di più, ma che in tanti casi sono forti e ben radicate, come per esempio la fraternità che posso vedere con i miei occhi tra i preti che vivono insieme a Grugliasco.

Forse sembra un po’ strano dirlo in un periodo in cui siamo più lontani, ma in realtà proprio questa distanza mi fa desiderare ancora di più rapporti veri che piano piano sto cercando di costruire anche con i giovani e i ragazzi che incontro in parrocchia. È bello mettersi accanto a persone che stanno crescendo e che molto spesso hanno tante domande da fare, è bello passare del tempo con loro pregando, facendo qualche attività, prendendo semplicemente un caffè insieme. Non ho la pretesa di diventare l’”amicone” di tutti, ma ho la pretesa di mettermi in gioco con tutti.

Stare in parrocchia infatti è davvero un allenamento, diventa per me l’occasione di stare in ascolto di chi si racconta, di sperimentare cose nuove, di vivere ancora una volta i miei limiti  grazie a quella persona o a quella situazione che mi provoca.

Credo che sia un dono essere seminarista in parrocchia, ma allo stesso tempo un dono anche per la parrocchia stessa. In un tempo in cui i preti sono sempre meno, la figura di un giovane che sta camminando verso il ministero forse può spronare altri giovani a mettersi in cammino per raggiungere quella meta di felicità che il Signore ha pensato per ciascuno di noi.

Stefano B.