Amirante

E GIOIA SIA!

I Nuovi Orizzonti di Chiara Amirante

Chiara nasce nel luglio del 1966 a Roma da una famiglia agiata. La sua infanzia è segnata dalla spiritualità dei genitori, ovvero quella del Movimento dei Focolari. L’incontro personale di Chiara con Dio non arrivò tardi. All’età di undici anni infatti Chiara si trovava ad un ritiro con il Movimento dei Focolari e proprio in quella occasione le parole della prima lettera di Giovanni - «Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi» (3,16) -, segnarono Chiara a “fuoco”.  Da quel momento in avanti Chiara comprese che per essere felice avrebbe dovuto donare se stessa totalmente a Dio. Giunta all’Università Chiara si fa notare per la sua personalità carismatica riuscendo a creare un gruppo di incontro e di condivisione sulla Parola di Dio arrivando a coinvolgere circa 300 ragazzi. In questi anni Chiara è attivissima nel Movimento dei Focolari giungendo a ricoprire anche un ruolo importante di coordinatrice. Colpita improvvisamente da una grave malattia agli occhi (un’uveite con interessamento della retina), Chiara patirà dolori lancianti e arriverà alla perdita quasi totale della vista.  

La sua condizione precaria – che non vedeva in verità alcuna possibilità di guarigione – la costringe a lasciare il Focolare (nel quale poco prima vi era entrata molto giovane come consacrata a vita comune). Dopo mesi di cure inutili, con nessuna prospettiva di guarigione all’orizzonte, Chiara vive la malattia riscoprendo una profonda e particolare comunione con Dio. Dove la scienza nulla può, tutto può la fede. E’ così che Chiara, davanti a questa malattia che stava peggiorando giorno dopo giorno, pone il suo atto di fede in Colui che tutto può. Miracolosamente si risveglia una mattina sana come un pesce, dopo mesi di sofferenze. In seguito a questo vero e proprio “miracolo” (arrivando ad avere una vista persino migliore di quanto l’avesse prima della malattia), Chiara comprende ora senza dubbi la volontà di Dio per lei: la vocazione agli inferi. Chiara si sente chiamata da Dio a percorre i “deserti” delle nostre metropoli per mettersi «in ascolto del grido disperato del popolo della notte» (La guarigione del cuore, p. 5). Inizia così la sua avventura notturna alla stazione Termini. «Fin dal primo incontro il grido di quel popolo ha trafitto il mio cuore […]; una spada tagliente mi ha colpito nella profondità dell’anima e quel grido è diventato il mio», scrive Chiara raccontando la sua storia (ibidem). In questa avventura - lavorando di giorno e uscendo in strada la notte -, Chiara compie degli incontri molto pericolosi rischiando la vita più volte. Inabissandosi profondamente negli “inferi” di drogati, di spacciatori, di delinquenti, e di disagiati di ogni specie, Chiara conosce un popolo di sbandati, di “morti nell’anima”. Mettendosi in ascolto Chiara capisce che queste persone sono in verità le vittime di una società malata. Il loro grido, capisce Chiara, era un grido disperato di amore. Chiara sa con certezza che solo Dio, che è l’Amore, può sanare le nostre ferite più profonde. Inizia così a parlare con semplicità di Gesù a quei ragazzi, perlopiù lontani dalla fede. Proprio quel popolo della notte diventerà poi la sua famiglia. Trovata provvidenzialmente una casa di accoglienza a Trigoria, Chiara accoglie i casi più disperati, quelli cioè non ammessi in nessun centro di accoglienza. Con loro comincia un percorso di guarigione del cuore incentrato sulla Parola di Dio (Spiritherapy), percorso oggi seguitissimo. Chiara è testimone del miracolo straordinario di migliaia e migliaia di ragazzi passati dalle tenebre alla fede nel Cristo risorto, i quali, dopo il cammino di guarigione del cuore, sono diventati annunciatori di questa fede proprio in quelle stesse strade dove prima vivevano di espedienti, di alcool, di droga, e di prostituzione. Nasce così a Trigoria la prima cellula dell’attuale comunità Nuovi Orizzonti. Grazie alla Provvidenza, cara compagna di tutta l’avventura di Chiara, nasce poi l’attuale Cittadella Cielo di Frosinone (un centro di accoglienza e formazione al volontariato). Si tratta di una comunità che riunisce laici (detti cavalieri della luce), preti, e consacrati sia celibi sia sposati (detti piccoli della gioia), con una chiara vocazione: quella alla gioia. Attualmente Nuovi Orizzonti si compone di 231 centri di formazione, e di 6 Cittadelle Cielo sparse nel mondo.

Questa storia è raccontata per filo e per segno nella autobiografia di Chiara Solo l’amore resta. Docile strumento nelle mani di Dio, Chiara è riuscita a superare innumerevoli prove sottoponendosi ad uno stress psico - fisco così grande da causarle ben presto un collasso generale del suo fisico (comportando tra i vari problemi continui sintomi di infarto, oltre un affaticamento cronico), malattia con la quale combatte ancora oggi. La vita di Chiara, spesa nell’abbandono totale a Dio Padre e nel servizio ai più bisognosi, è segno per molti di una santità certa.

Il suo straordinario impegno al recupero della marginalità e delle fragilità sociali, ha portato il Presidente Mattarella, il 29 dicembre del 2020, a conferirle la croce al Merito della Repubblica Italiana.

«Abbiamo una sola vita e ogni istante è troppo prezioso per non mettere tutto il nostro impegno per viverlo al meglio!», dice Chiara nel suo libro La guarigione del cuore. Apriamoci dunque, sull’esempio di Chiara, anche noi in questo tempo quaresimale, all’azione dello Spirito Santo, il solo capace di dischiude orizzonti sempre nuovi e sempre pieni di gioia e di pace, e di riempire i nostri cuori dell’unico vero Amore che infinitamente ci sazia. E Gioia Sia!!!

Tommaso

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