Diario di bordo

ESERCIZI2021

ESERCIZI SPIRITUALI: UNA RICARICA NEL QUOTIDIANO

Dalla sera di domenica 24 fino a sabato mattina 30 gennaio, abbiamo vissuto l’esperienza degli esercizi spirituali: momento tanto atteso per recuperare lo sguardo di Dio sulla nostra vita e per approfondire il nostro rapporto con Gesù. Di solito gli anni scorsi trascorrevamo gli esercizi in qualche casa di spiritualità; per il persistere della pandemia non è stato possibile e siamo rimasti in Seminario.  Certo, è stata una sfida perché il Seminario è il luogo in cui passiamo gran parte della settimana e il rischio di lasciarci coinvolgere dai lavori quotidiani o semplicemente di distrarci nella nostra camera era elevato. Da subito, però, ci siamo accorti che poteva essere un’opportunità: stare in preghiera e in silenzio per così tanto tempo nei luoghi in cui viviamo, fatichiamo e cresciamo ogni giorno ci ha permesso di vedere il presente con altri occhi. Nel silenzio e nella preghiera ci siamo accorti, con uno sguardo nuovo, del dono prezioso che ciascuno di noi è, e insieme del dono che è il luogo in cui viviamo: la fraternità e la casa, due aspetti così ricchi di richiami a quel Dio che ci ama senza stancarsi mai e dal quale attingiamo vita per ogni nostra azione.

Don Albino Linty Blanchet ci ha guidati: prete della Diocesi di Aosta, tra i vari incarichi del suo ministero è stato a lungo padre spirituale del Seminario diocesano. La sua esperienza umana, spirituale e pastorale è emersa nel corso di queste giornate ed ha toccato profondamente tutti quanti, facendoci gustare la concretezza della fede che abbraccia e dà il vero significato ad ogni aspetto della nostra umanità, sotto l’instancabile azione dello Spirito Santo. Proprio la terza persona divina è stata il tema dei nostri esercizi. In particolare, don Albino ci ha guidato nella meditazione attraverso l’antico canto Veni Creator Spiritus. Si tratta, infatti, di un inno ricco di riferimenti alla Scrittura, alla spiritualità, impreziosito dal fatto che la tradizione liturgica della Chiesa lo ripete sin dal IX secolo. Ci siamo così uniti a tutte le persone che lo hanno pregato nella storia, nelle circostanze più disparate.

Don Albino ci ha condotto nel cuore della Trinità, attingendo dagli scritti della patristica e dei padri del deserto, grandi maestri di vita interiore. Ha poi toccato il tema delle virtù e dei sensi spirituali, citando generosamente sia l’esempio di alcuni santi non molto conosciuti come Tito Brandsma o Benedetta Bianchi Porro, sia il magistero degli ultimi Papi. Nel silenzio di questi giorni, che è stato occasione di grande fraternità fuori dall’ordinario, abbiamo fatto esperienza concreta dello Spirito santo ed abbiamo riscoperto quanto questa persona della Trinità sia fondamentale non solo nella vita spirituale, ma anche in quella quotidiana e pastorale. Infatti è lo Spirito che realmente dà vita, trasforma, usa la nostra umanità ferita e fragile – se lo desideriamo – per fare cose che non possiamo nemmeno immaginare, come ci testimoniano anche le vite dei Santi.

Abbiamo riconosciuto come la nostra vera libertà si realizzi nel rapporto con Dio e così la liturgia delle ore, la celebrazione eucaristica, l’adorazione del Santissimo Sacramento, la preghiera personale, hanno vibrato di una nuova intensità e coronato questi giorni indimenticabili. Ora, “scesi dal monte” e tornati alla vita ordinaria, siamo più certi di Chi ci può dare le energie per cercare di tradurre e vivere nel quotidiano il tesoro ricevuto.

Francesco, Matteo e Stefano