Formazione Pastorale

"Siate pastori con l'odore delle pecore addosso"

La formazione pastorale costituisce il fine e la cifra di tutta la formazione presbiterale. Non si tratta in primo luogo di offrire tecniche e metodologie, corsi speciali e tirocini, ma di educare a un modo di essere che unifichi e orienti l’intera personalità: lo stile del pastore, chiamato a identificarsi con Cristo Pastore e a fare proprio il suo amore per il gregge, fino a dare la vita" (FP n. 101). 


FP1Servizio in parrocchia

Ogni sabato e domenica prestiamo servizio in una delle parrocchie della Diocesi: è bello sperimentare, fin dagli anni del seminario, la bellezza di servire il Signore tra la gente, conoscere da vicino la vita del pastore, "farsi tutto a tutti". Partiamo dal seminario il sabato, in prima mattinata, per poi tornare domenica per i vespri. Il servizio che si può svolgere varia a seconda della propria sensibilità e soprattutto in base alle esigenze della parrocchia. L'obiettivo principale è quello di tessere relazioni con i giovani e con tutta la comunità. Imparare dalla loro testimonianza, vissuta nelle gioie e nelle fatiche di tutti i giorni, per diventare sempre di più pastori capaci di portare addosso l'odore delle pecore. Al contempo, siamo chiamati a riportare la bellezza della nostra chiamata, a testimoniare la letizia che la sequela a Gesù ha portato nella nostra vita. Ovviamente, gioca un ruolo fondamentale la condivisione della giornata con il parroco: vedere da vicino, toccare con le nostre mani le gioie e le fatiche dell'essere sacerdote è un momento priviligiato per far maturare la nostra vocazione.

Durante l'estate, poi, questa esperienza diventa più profonda e completa: nei campi estivi e negli oratori parrocchiali. Condividere un periodo più lungo di vita fraterna, di preghiera e di gioco.


FP2Attività del seminario durante l'anno

Durante l'anno la comunità del seminario propone delle attività pastorali comunitarie, come le veglie di preghiera in seminario rivolte ai giovani della Diocesi, la scuola di preghiera offerta ai ragazzi delle superiori, che ci offrono la possibilità di dare la nostra testimonianza di fede e ci allenano a lavorare insieme sia nella fase progettuale sia in quella della realizzazione e verifica del progetto. Partire dalle domande che i ragazzi stessi portano nel loro cuore, per riscoprire e approfondire la vocazione di ciascuno di noi.

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Tra i  momenti più signficativi spicca la Lectio Divina aperta agli universitari e ai giovani lavoratori, vissuta nei tempi forti dell'anno liturgico. Si ascolta e si medita insieme su un brano del vangelo, concludendo la serata con una condivisione di ciò che è emerso nella preghiera. Condividere ciò che è emerso nella preghiera, rafforza il nostro senso di appartenenza alla comunità, e contemporaneamente ci permette di conoscere nuovi ragazzi, partendo dalla condivisione di ciò che abbiamo di più caro: Cristo.

 

  

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Due volte all'anno viene organizzata la settimana comunitaria con i ragazzi delle superiori. I ragazzi continuano a svolgere la propria vita quotidiana (scuola, studio e sport), ma soggiornano con i seminaristi, per tutta la settimana condividendo i pasti e alcuni momenti di preghiera, partecipando inoltre, a serate a loro dedicate. Per molti seminaristi è il momento più bello e interessante dell'anno. Il condividere con i ragazzi, in uno spirito di semplicità e fraternità la quotidianità del seminario, è un aiuto per riscoprire, con occhi nuovi, ciò che abitualmente viviamo e recuperare la freschezza e le ragioni della nostra chiamata. 

 

 


Esperienze estive del triennio

FUS1

Negli anni del triennio, dopo il rito di ammissione che indirizza più decisamente al ministero ordinati, ai seminaristi vengono proposte tre diverse tipologie di attività da svolgere durante l’estate nel corso degli anni. Il seminarista può quindi vivere una esperienza missionaria in un paese appunto di missione, come ad esempio in Kenia, insieme ai preti fidei donum della nostra diocesi, o in Brasile insieme all’ Arsenale del SERMIG, o altrove. Un’altra esperienza è quella spirituale, che può consistere in un periodo prolungato in monastero oppure nell’esperienza del “mese ignaziano” di esercizi spirituali. Ancora, l’esperienza di servizio permette di conoscere realtà che, come buoni samaritani dei giorni nostri, soccorrono le molte povertà del nostro tempo, ad esempio la “Casa del giovane” di Pavia, o la comunità dei Gesuiti di Scampia impegnata in molti progetti in quel contesto difficile.