Diario di bordo

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LA VOCAZIONE CON LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO - II

La quarta parola che papa Francesco ci consegna nel suo messaggio in occasione della giornata mondiale delle vocazioni è il coraggio.

 Il coraggio potremmo pensarlo collegato a momenti straordinari, a figure eroiche ben equipaggiate e pronte a qualsiasi evento avverso, come Aragorn o Gandalf nel Signore degli anelli, invece lo troviamo negli Hobbit.

Fanno una vita normale, lontani da guerre e da avventure, eppure non si tirano mai indietro nell’aiutare gli altri, mostrano un coraggio che diventa man mano sempre più contagioso e che cambierà la vita anche di chi sta con loro. Hanno un cuore che gli permette di vedere la vita e gli eventi in modo profondo, vero e buono, anche quando il male imperversa come una tempesta che sembra non avere una fine.

Per noi cristiani, c’è un qualcosa di molto importante che ci permette di vivere questo, il battesimo. Possiamo parlare giustamente di “coraggio battesimale”, frutto soprattutto dell'azione dello Spirito Santo nelle nostre vite. È Gesù che ci chiama al battesimo e che ci sostiene nel cammino della nostra vita, non siamo soli. In questo cammino dobbiamo affrontare delle scelte importanti che ci portano via da quella riva sicura per abbracciare uno stato di vita come il matrimonio, il sacerdozio o la vita consacrata. In queste scelte risiede la vocazione, la chiamata del Signore, e di fronte ad esse possiamo provare incredulità, avere difficoltà a pensare che quella sia una scelta che riguardi noi, che il Signore ci stia proprio chiedendo quello e che si tratti della strada giusta per noi.

Poi possono anche emergere delle considerazioni interiori, delle giustificazioni e dei calcoli che ci portano a perdere quello slancio iniziale, ci possono confondere e lasciarci paralizzati e fermi in quella riva di partenza. Proprio queste scelte fondamentali di vita sono quelle che richiedono coraggio, ed è proprio per questo che Gesù si fa ancora più vicino a noi e ci accompagna, ci dice: “non avere paura, io sono con te”. Lui conosce i dubbi, le difficoltà, le domande che ci portiamo nel più profondo del cuore. Ci aiuta ad uscire, a combattere quello scoraggiamento interiore che ci blocca, che non ci permette di gustare la bellezza della vocazione che poi non è altro che la bellezza della vita.

Federico