Diario di bordo

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LA VOCAZIONE CON LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO - I

Domenica 3 maggio la Chiesa universale ha celebrato la 57 ° Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni; Papa Francesco nel suo messaggio per questa giornata ci ha consegnato le quattro parole della Vocazione. Abbiamo pensato, attraverso quattro semplici testimonianze, di dire che cosa significano per noi queste parole.

 

Samuele ci condivide qualche riga sulla prima parola: lode. Nel pensare a “lode e vocazione” mi sono venute in mente in particolare due cose. La prima è una frase di Ireneo di Lione, un padre della Chiesa del II secolo, che dice così: “La gloria di Dio è l’uomo vivente, e la vita dell’uomo è vedere Dio”. Penso che si possa tradurre “gloria” con “lode”. Dio guarda all’uomo, vede che è cosa molto buona, lo vede vivere, e gioisce per lui! L’uomo è la gioia di Dio. Non solo, ma anche l’uomo guarda a Dio, suo creatore. Solo guardando a Dio l’uomo vive per davvero, vive una vita di felicità. “Vocazione” allora significa l’incontro tra Dio e l’uomo, l’uno si specchia negli occhi dell’altro. La vocazione per l’uomo è vivere per davvero, sotto gli occhi di Dio che gioisce per lui! La seconda cosa a cui ho pensato è la liturgia. Essa è la più alta forma di lode, perché in essa si trova questo doppio sguardo – di Dio sull’uomo e dell’uomo verso Dio – in un modo splendido. Nella liturgia, specialmente nella Messa, Dio guarda a Gesù suo Figlio che non solo è vivo, ma che offre la sua stessa vita, e questo non può che rendere il Padre pieno di gioia. Il Figlio da parte sua, nell’offrire in sacrificio la sua vita, alza gli occhi al Padre e sa che da lui riceverà la vita che non muore più, la vita risorta. La liturgia, specialmente quella vissuta in seminario con gli altri seminaristi, diventa maestra di vocazione: mi insegna a donare la vita, perché Dio possa trasformarla in una vita di lode!”.

Filippo, diacono, ci dice qualcosa invece sulla seconda parola: Fatica.Uno degli aspetti toccati da Papa Francesco nel suo messaggio è quello della fatica. Cosa c'entra questo con la vocazione? Non è tutto in discesa una volta che si decide di consegnare la propria vita al Signore? Ho scoperto sulla mia pelle che quando il Signore dice di prendere sulle proprie spalle la Sua Croce per seguirlo (Mt 16,24) non si tratta affatto di un eufemismo. Il Papa ci ricorda che Pietro nel chiedere al Signore di poter camminare sulle acque sprofonda nelle sue paure perché non tiene gli occhi fissi su Colui che gli aveva dato la forza di poterlo fare (Mt 14, 22-36). Anche io ho sperimentato in un periodo del mio percorso del seminario la fatica di ripiegarmi su me stesso quasi dimenticando che Colui che mi stava chiamando mi avrebbe anche dato la forza di continuare a farlo, anche nella prova. Fatica è pertanto la continua conversione che il Signore chiede nel continuare ad uscire da sé stessi, lasciarsi plasmare nell’obbedienza per diventare sempre di più quello che il Signore da sempre ha sognato per noi è cioè, nell' "assomigliare” di più a Lui, essere veramente noi stessi”. 

Se volete seguirci sul canale youtube del Seminario di Torino potete trovare dei brevi video su queste parole e uno invece sulla giornata di preghiera che domenica scorsa abbiamo celebrato. Infine giovedì prossimo 7 maggio alle 20:30, come ogni giovedì, andremo in onda con un momento di lectio divina sul Vangelo di domenica prossima, V domenica di Pasqua.

Filippo e Samuele