Diario di bordo

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STRAORDINARI NELL'ORDINARIO

Gennaio è sempre un mese impegnativo per gli studenti: c’è chi finisce il quadrimestre e chi comincia la sessione invernale. Anche noi abbiamo vissuto, dopo gli esami, due settimane straordinarie. La missione a Ciriè, che ha impegnato tutti i seminaristi nell’organizzazione e negli incontri, è stata un dono per la nostra fraternità, grazie al tempo trascorso insieme e l’ascolto delle testimonianze dei compagni.

 

Di seguito, gli esercizi spirituali ad Altavilla d’Alba. Gli esercizi sono come una settimana di work-hard della preghiera, con un coach speciale che guida le meditazioni – p. Cesare Falletti o. cist. – in un clima di completo silenzio. Già, tutti in silenzio per una settimana: sembra una pazzia! Ecco, invece, come abbiamo cercato di viverlo noi. Il silenzio mi chiede di essere autentico con me stesso e con la mia vocazione: senza fughe nei tanti e giusti impegni, o nelle distrazioni, compreso il telefono. Inoltre, è il mezzo per ascoltare e tenere a mente la Parola di Dio e osservare in che modo essa agisce in me. Nel silenzio, quindi, cerco di capire che cosa Dio mi sta chiedendo. Tutti noi abbiamo bisogno di fermarci un po’ in silenzio per fare ordine nella nostra vita.

Un periodo insolito e movimentato, dunque, ma con febbraio si ritorna alla normalità e alla vita di tutti i giorni. In questa quotidianità ognuno è chiamato a impegnarsi e a fare del proprio meglio, perché è dove viviamo ogni giorno che si creano le relazioni più vere e soprattutto è lì che il Signore vuole incontrare ciascuno di noi.

Ora si apre la seconda parte dell’anno in cui riprendono le lezioni in facoltà, i vari servizi, le proposte per i giovani. Se la missione, gli esercizi spirituali e ogni altro tempo straordinario sono utili per costruire sempre di più la fraternità e ricaricano l’energia e l’entusiasmo, a volte, però, il rischio può essere quello di vivere intensamente i momenti forti per poi invece spegnersi quando la routine sembra rendere ripetitivo lo scorrere di ogni settimana.

La sfida è, allora, quella di provare a vivere ogni giornata in modo positivo, cercando di riconoscere il bello che c’è negli incontri che facciamo e nelle situazioni che viviamo: in essi, infatti, si rivela la novità di Dio! Così facendo forse anche le difficoltà e le fatiche acquisteranno un senso diverso. Straordinari nell’ordinario!

Stefano, Matteo, Stefano