Diario di bordo

articolo samu

ATTENDI IL MIO ARRIVO!

Se ho fortuna la mia ricerca non sarà vana. Attendi il mio arrivo! Alla prima luce del quinto giorno, all'alba, guarda ad est”. 

 Queste parole sono tratte dal film “Il Signore degli anelli: le due torri”. Le pronuncia Gandalf ad Aragorn, prima di lasciarlo per dirigersi alla ricerca di rinforzi per la battaglia contro l'esercito del nemico Sauron.  Sono parole adatte anche per il tempo di Avvento che precede il Natale, tempo di attesa e di palpitante desiderio. Non c'è spazio per la passività, non c'è tempo per la fredda mediocrità, non è il tempo della tiepidezza.

 In Gesù, aspettato dalle genti (antifona dei vespri del 23 dicembre), abbiamo colui che porta su di sé il desiderio di salvezza di tutti i popoli (antifona dei vespri del 22 dicembre), di ogni cuore umano anche se incapace di esprimerlo. Tante volte il nostro cuore si adagia nelle tenebre di morte, morte del peccato, morte di tristezza della vita, morte di indifferenza e apatia spirituale, ma quel bambino Gesù, che è lo Splendore della luce eterna (antifona dei vespri del 21 dicembre), viene a illuminare proprio me, proprio la mia vita, rialzandomi dalla mia oscurità e dal mio carcere di prigionia (antifona dei vespri del 20 dicembre) per farmi abitare nella sua luce intramontabile. Con la sua presenza di amore e di verità su di me, il Signore mi condurrà sulla via della saggezza (antifona dei vespri del 17 dicembre), una saggezza di vita, in cui tutta la mia esistenza è illuminata e riletta sotto la luce di Betlemme, e così apparirà agli occhi di tutti che solo il Signore rialza la mia vita da qualunque situazione io mi sia perso, solo il suo braccio potente e teso mi salva (antifona dei vespri del 18 dicembre). Davanti a questa azione nessuno potrà più parlare, nessun male potrà vomitare contro di me le sue parole arroganti, perché davanti al Signore bambino ogni malvagità di questo mondo terrà chiusa la bocca (antifona dei vespri del 19 dicembre). 

Ma come possiamo vivere noi tutto questo, come posso lasciare che giunga fino a me la luce della grotta di Betlemme? Secondo me ci sono tre passi da fare. Innanzitutto lo stupore per questo prodigio di Dio nella storia del mondo, con cui Dio immortale e invisibile si fa uomo per risollevare gli uomini, in cui il creatore dei cuori assume un cuore come il nostro per essere il Dio del cuore umano, che sa rispondere al mio cuore. Poi la liturgia, che di giorno in giorno con letture, testi, inni, orazioni sempre più intensi ci accompagna a Betlemme. Nella liturgia la mia libertà è guidata ad aprirsi al Dio che si fa uomo, senza chiudermi in me stesso. E da ultimo fare il presepe, davanti al quale fermarsi a contemplare quella scena: da lì Dio mi dice che non esiste oscurità dove non possa arrivare la sua luce! 

Allora attendiamo con gioia la Luce, come dice Gandalf, luce del nuovo giorno, luce che arriverà presto, e un domani mi mostrerà il giorno splendente del Natale eterno! 

Samuele