Diario di bordo

fabio

SI PARTE!

Fabio ha iniziato da qualche mese l'avventura del Seminario. In questa breve intervista ci racconta la sua esperienza.

 

L’anno di Seminario è cominciato da due mesi. Raccontaci come vivi la vita di comunità! Quali sono le difficoltà principali?

Vivere in comunità è bello! La mia vita di comunità è un po’ sui generis perché, oltre a essere un seminarista a tutti gli effetti, sono anche insegnante di religione alle superiori. La scuola è per me luogo di discernimento della voce del Signore. Queste due anime si intrecciano con molte difficoltà perché spesso gli orari del seminario e della scuola non combaciano. Nonostante queste difficoltà, la vita comunitaria è molto arricchente, perché continuamente si è messi in discussione: ci sono momenti di allegria e di gioia, e anche momenti di confronto, in cui si capisce che non abbiamo tutti le stesse idee, ma con un po’ di fatica riusciamo sempre a creare un dialogo. La gioia più grande è sicuramente la condivisione: vedere come tutti viviamo lo stesso percorso, lo stesso desiderio e, molte volte abbiamo tutti le stesse difficoltà che però, vissute insieme, diventano inoffensive.

 La frase della giornata del Seminario 2019/2020 è: «Che cosa vuoi che io faccia per te?» Mc 12,34. Come vivi la tua vita spirituale e che consiglio daresti a un/a ragazzo/a che oggi ti dice: “Non so come si prega”?

La mia vita spirituale è quella di un giovane adulto che ha cominciato anche a vivere in Seminario. Dico giovane perché è caratterizzata dalle difficoltà di qualsiasi giovane, rispetto alla continuità e all’assiduità nel frequentare la Parola e l’Eucaristia. Giovane adulto perché, avendo la fortuna di lavorare, devo far combaciare la proposta di spiritualità del Seminario con tutti gli impegni di lavoro. È una sfida bellissima perché nel momento in cui offro al Signore nella preghiera i due ambienti in cui sono chiamato a vivere, lì trovo conforto, pace, voglia di proseguire.

A un ragazzo che oggi mi dicesse “Non so pregare” o addirittura “Non mi interessa pregare”, gli direi di non preoccuparsi, perché ci siamo passati tutti, anche noi seminaristi. Prima di tutto gli direi di affidarsi al Signore, alla sua Parola, alla sua Mensa. Come secondo aspetto fondamentale, che per me è veramente centrale, è l’accompagnamento di qualcuno che sia più avanti di me nel percorso spirituale: un direttore spirituale, un sacerdote o anche un laico.

Fabio, cosa ti piace fare nel tempo libero?

Premetto che il mio tempo libero non è molto. Tuttavia, quando riesco a ritagliarmi un po’ di spazio, principalmente leggo, leggo tantissimo, qualsiasi tipo di libri. Secondo, mi informo e seguo qualsiasi tipo di sport. Sicuramente non posso fare a meno di seguire la Juventus di cui sono molto tifoso, ma anche tanti altri sport come l’NBA. Mi piace anche seguire le moto e vorrei tanto riuscire a riattivare la Vespa.

Vocazione è…

Per me, vocazione è creare insieme all’amore del Signore la strada più bella per la felicità.

Fabio