aquile randagie

AQUILE RANDAGIE

Il mese scorso è uscito un film speciale. Una pagina di storia che attendeva da tempo di essere raccontata. Una produzione il cui valore è dato prima di tutto dalla passione di chi lo ha desiderato e realizzato. Eppure la sua uscita potrebbe essere passata inosservata ai più.

 

Convinto, allora, della ricchezza di questo lavoro ho pensato di raccontarvelo, per consigliarvene la visione e ancora di più per condividere con voi il mio legame con una storia, vecchia di 91 anni, ma destinata a rimanere giovane per sempre!

Le Aquile Randagie, diretto da X Y, racconta la vicenda di un gruppo di scout milanesi che, dopo la chiusura dell’ASCI dovuta alle leggi fascistissime, decise di difendere la propria fede cristiana, la promessa scout, i valori umani di fraternità e di pace contro l’oppressione ideologica della dittatura fascista. È storia di libertà, di fede, di sacrificio, di scelte di vita, di giochi in montagna e di amore per il prossimo.

Il film corre su due binari paralleli. Il primo ciack è una scena di montagna, nel 1945, a guerra “finita”. La seconda scena, però, torna indietro di 17 anni, nella cripta della chiesa del Santo Sepolcro nel centro di Milano. È il 23 aprile 1928: in Arcivescovado tutti i gruppi scout milanesi stanno consegnando le loro fiamme (le insegne identitarie del gruppo) rispettando l’ordine di scioglimento. Tutti i gruppi tranne il Milano 2, in cui brilla il coraggio di Giulio Uccellini: in quel giorno questa manciata di scout si promette di durare “un giorno in più del fascismo”.

Il film descrive in modo davvero appassionante la scelta di fare resistenza al regime senza mai usare la violenza. Con scene più divertenti e altre più drammatiche siamo coinvolti nella vicenda dell’OSCAR. Questo acronimo, il cui significato non è mai stato veramente divulgato, raggruppava scout e sacerdoti tra Milano e Monza con l’obiettivo di portare in salvo verso la Svizzera famiglie di ebrei e ricercati dal fascismo. È stato così che le Aquile Randagie hanno scoperto la Val Codera, teatro di numerosissimi espatri, base di molti campi in cui gli scout hanno continuato a giocare liberamente, contemplando nel creato la grandezza del Creatore.

Ho detto che il film procede su due periodi. L’altro parallelo, infatti, racconta il secondo salvataggio: quello dei carnefici. Penso di non fare uno spoiler nel dirvi che il 25 aprile del ’45 ci fu la Liberazione! Quando, dunque, questo evento invertì i ruoli e incoraggiò la vendetta di chi finora era oppresso, gli scout scelsero in modo coerente, unico, controcorrente, di salvare i gerarchi nazifascisti dalla violenza popolare, assicurandoli invece alla giustizia.

Ecco perché penso che questa storia sia preziosa per il nostro presente.

La storia delle Aquile Randagie mi ha molto aiutato negli anni del liceo, nel momento, cioè, in cui mi interpellava la domanda per che cosa sarebbe valso vivere, con quale stile avrei voluto affrontare le piccole e grandi scelte che mi si ponevano.

Le Aquile oggi ci chiedono di tenere viva la loro memoria testimoniando con gioia che ci fu un modo non violento di combattere l’ingiustizia, che oltre la pur necessaria resistenza armata partigiana i giovani cristiani furono un ostacolo luminoso, coerente ed efficace alle ombre fasciste: ricordo che fu divertente lo stupore dei prof e dei compagni quando portai a scuola questa vicenda sconosciuta che profumava ancora di vangelo e di giovane entusiasmo.

L’invito allora è a organizzare nei vostri gruppi, nei vostri oratori e, perché no, anche a scuola la proiezione di questo bel film. Cliccando qui si aprirà il sito ufficiale del film dove potrete prendere contatto per organizzare la proiezione.

Buona strada!

Stefano