Diario di bordo

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PASSI DI UN CAMMINO

Il motivo di un viaggio come quello di un cammino, beh probabilmente non lo sa nessuno, o è così pesante che non si vede l'ora di lasciarselo alle spalle e dimenticarsene, o si balbetta una motivazione purché si riesca a spiegare il “primo passo” della partenza. Già! Perché è da quel momento che il pellegrino fa un respiro profondo, lascia indietro ciò che è stato e parte...

Dapprima si parte convinti, forti, pieni di domande a cui si pretende dare una risposta; poi arriva “sorella stanchezza”, che aiuta a disarmarci, a smascherarci e – così facendo – ci rivela la nostra nudità dandoci la possibilità di conoscerci veramente.

Camminando il pellegrino diventa un semplice uomo in ricerca, passo dopo passo scopre che più cammina e più si sente bisognoso di verità, concretezza, bellezza, di tutto ciò che nella sua quotidianità non è più in grado di trovare. Solo chi non ha mai avuto il coraggio di partire ha la pretesa di sentirsi arrivato; peccato però che ben presto si imbatterà in una grande solitudine…  Invece, chi cammina incontra persone simili a lui! Si, perché chi ha il coraggio di partire e affrontare ciò che neanche lui stesso conosce scopre a poco a poco di avere in comune agli altri pellegrini le stesse domande, alle quali spesso non si arriva ad una conclusione, ma lasciate aperte, motivano e ci danno la forza di continuare a cercare.

Nel proseguire il percorso insieme ci si confida, e raccontando all’altro chi siamo, in realtà lo raccontiamo a noi stessi, imparando così a conoscersi meglio e familiarizzare con quel mondo infinito che siamo; scopriamo così terre inesplorate le quali, bene o male, prima o poi dobbiamo percorrere. In questi anni di cammino non c’è stato viaggio in cui non abbia incontrato molte persone vere e in cui si fosse creato un gruppo con cui condividere le gioie e le fatiche. Camminare insieme non è diventato un obbligo o un’assicurazione contro gli imprevisti, ma una condivisione di bellezza nella piccola quotidianità di un giorno di cammino.

Il cammino è anche una grande lezione di vita: l’essere convinti di saper tutto all'inizio, le fatiche, i pianti, le gioie, l'impegno, le soddisfazioni, lo zoppicare, la scoperta che più cammini leggero e più cammini meglio... Tutti questi sono piccoli consigli che, se applicati alla vita di quotidiana, possono portare grandi frutti. Dal mio primo cammino ho imparato a diventate un po’ più uomo, in un esperienza di provvidenza ed essenzialità allo stesso tempo, nella quale si percepisce che alla fine non siamo mai soli; anche i desideri più futili vengono esauditi: ho percorso i miei cammini sempre all' inizio di grandi decisioni e bivi della mia vita, e vi assicuro che è nel farmi pellegrino che ho potuto sperimentare le più concrete carezze di Dio!

In questo camminare insieme a Qualcuno ho potuto mettermi alla prova, consolidare la mia fede, conoscere nuovi modi di pensare, visitare paesi e città ospitali, vivere la bellezza della semplicità della vita, confrontarmi con i miei limiti, vivere semplicemente di quello che la giornata ha da offrirti e nulla più. Non c’è stato passo che non ho calibrato, attimo di sconforto in cui non ho pregato, persona incontrata che non ho accolto, accoglienza di cui non ho approfittato, pensiero nostalgico per cui non ho pianto, gioia per il futuro per cui non ho sorriso. Ѐ così che nella mia vita, a volte affaticata e appesantita da varie esperienze, ho trovato sollievo e vigore grazie ai cammini percorsi. In particolare nell’ultimo, la via Francigena da Giaveno (TO) a Lucca è stata un’esperienza che mi ha messo nuovamente alla prova e preparato per il nuovo cammino intrapreso in seminario a Torino. Perciò auguro a coloro che si sentono in qualche modo invitati a partire di farlo senza grandi esitazioni, perché possano al più presto sperimentare le ricchezze che una tale esperienza può offrire.

Buen Camino peregrini! Ultreya, Suseya!

Guglielmo