Diario di bordo

DSC 4856

PELLEGRINI NELLA TERRA DI GESU'

Nella mia vita non ho viaggiato molto e confesso che non mi piace viaggiare. Ho però avuto quasi sempre la fortuna di visitare luoghi che sono stati importanti per avvenimenti storici, o rilevanti in ambito artistico e culturale, o affascinanti per i loro paesaggi. Questa estate il Seminario mi ha dato l’occasione di visitare i luoghi che forse più di altri raccolgono tutti questi aspetti e molti altri ancora, luoghi centrali nella storia dell’umanità intera e per l'esistenza dei singoli uomini e donne di ieri come di oggi. Parlo della Terra Santa: terra che da anni è teatro di divisioni violente ma che invece è stata scelta da Dio per venire incontro agli uomini, per farsi conoscere e unirsi a loro, prima con la storia del popolo di Israele poi con la persona di Cristo, vero Dio e vero Uomo tra gli uomini; non dovrebbe esser terra di divisione dunque ma di unione!    

Ho nel cuore quei giorni, quella terra che mi ha “rapito“, ho nelle narici i profumi, nelle orecchie la musicalità delle lingue ascoltate, negli occhi quanto ho potuto vedere.

Siamo partiti mercoledì 24 Luglio e a sera Nazareth ci ha accolti. Dalla finestra della mia camera si vedeva la cittadina: che emozione! Il giorno successivo abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio in maniera decisa con una escursione sul Monte Tabor, identificato come luogo della Trasfigurazione, poi nel pomeriggio abbiamo visitato Nazareth. Mi ha colpito la “tomba del giusto” con i soprastanti resti di una casa del tempo di Gesù: una casa scavata nella roccia, con una porta stretta, un pavimento piuttosto polveroso e dissestato…rimandi a immagini usate da Gesù per illustrarci le realtà divine, il Suo Regno. Siamo entrati così nel vivo di queste giornate talmente ricche che sarebbe difficile descrivere in maniera esaustiva. Abbiamo messo a mollo i piedi nel lago di Tiberiade e mangiato il pesce cosiddetto di San Pietro. Abbiamo visitato il monte metro più metro meno del discorso delle Beatitudini, i siti di Cafarnao, di Abu Gosh ed Ein Karen, il deserto e i monti delle tentazioni e infine alcuni si sono immersi nel Mar Morto. Abbiamo poi fatto memoria del Battesimo presso il Giordano, abbiamo provato a comprendere le difficoltà e le gioie di vivere in questi posti, così martoriati, ascoltando le preziose testimonianze del sindaco di Betlemme, di un piccolo fratello e una piccola sorella di Gesù. Ovviamente abbiamo visitato in lungo e in largo Gerusalemme: l’Orto degli Ulivi, il Muro del Pianto, la spianata delle moschee, la basilica del Santo Sepolcro… Quante emozioni in pochi giorni! Il 31, infatti, siamo tornati a Torino, “siamo scesi dal monte” per continuare il nostro quotidiano pellegrinaggio nelle realtà in cui siamo chiamati a vivere, consapevoli che la nostra vita tutta è un pellegrinaggio verso i beni eterni.

Personalmente mi sono portato a casa molte cose. Ne sottolineo solo una, forse la più importante: leggere e pregare la Parola di Dio con un altro criterio, con fissi nella mente i luoghi dove sono avvenute le scene raccontate. Quale grazia! In certo qual modo mi sento di affermare con umiltà di essere cambiato!