Diario di bordo

Settimana comunitaria marzo 2019

Mentre la Chiesa si prepara ad accogliere nei prossimi giorni il documento di papa Francesco che conclude il Sinodo sui giovani, desideriamo condividere, in questo e nei prossimi articoli, alcune esperienze che abbiamo vissuto in Seminario in questo tempo e che vedono i giovani come protagonisti.

La prima, la Settimana comunitaria: quest’anno, come già da qualche anno, il nostro Seminario diocesano ha ospitato due settimane comunitarie rivolte ai ragazzi delle scuole superiori. La prima

nel mese di novembre scorso sulla figura di Zaccheo; la seconda, conclusa la settimana scorsa, sulla figura di Matteo evangelista, ha visto coinvolti una decina di giovani delle superiori delle nostre parrocchie. Per noi seminaristi è stata una bella occasione per camminare con loro, nella gioia e in un atteggiamento di servizio. E’ stata una bella opportunità di condivisione di alcuni momenti della nostra vita, di accoglienza a “casa nostra”, mettendoci in ascolto delle vite di questi giovani, delle loro storie, soprattutto delle loro domande. Vogliamo dar voce a quello che alcuni di loro ci hanno detto e che potremmo sintetizzare intorno a tre fondamentali parole: fraternità, carità, preghiera.

José e Andrea B. della parrocchia del Vianney ci dicono “siamo stati colpiti in particolare dalla preghiera delle 17.00 perché ci ha dato l’opportunità di esprimerci; e poi in Seminario non si prega tutto il tempo, come invece pensavamo: ci si diverte anche molto, si gioca. Siamo stati colpiti dall’esperienza di servizio con la comunità di S. Egidio e che non avevamo mai fatto. L’esperienza di questi giorni ci dice che è importante condividere: la condivisione di valori e ideali rende buoni amici anche degli sconosciuti. Vogliamo consigliare questa esperienza perché insegna a vivere realmente, ci aiuta a camminare e a trovare la strada in un periodo un po’ difficile e confuso com’è l’adolescenza che stiamo vivendo!”. Per Giacomo di Pino Torinese “è stata un’esperienza forte di amicizia, di vita comunitaria, di apertura al mondo che ci circonda soprattutto nel servizio ai poveri, perché mi sono reso conto di quanto sono fortunato!”.

Anche Francesco F. di Carignano ci condivide alcune sue importanti scoperte: “Sto scoprendo un forte senso di fratellanza e comunità tra i seminaristi che supera le difficoltà personali e li accomuna nel loro cammino. Mi ha colpito molto il servizio alla comunità di S. Egidio: entrare a contatto con le vite dei poveri in prima persona è stata un’esperienza molto forte! Molto intensi i momenti di preghiera comunitaria, ben curati e partecipati; e poi logicamente le grandi partite a pallone!! Quest’esperienza mi dice che importante e possibile vivere in pienezza l’amore per Dio e per il prossimo, nella quotidianità. Ancora mi dice che Dio è una scelta costante da fare e che bisogna rimanere sempre pronti ad accogliere gli altri. E’ un’esperienza che consiglierei a chiunque fosse interessato al proprio percorso di crescita spirituale. E’ stata infatti molto intensa, ricca di momenti profondi: una settimana vissuta in pienezza nel rapporto con Dio e con gli altri.

Concludiamo con le parole di Nicola P., anche lui della parrocchia del Vianney: “Per me il Seminario di Torino è diventato una casa e le persone che lo abitano una famiglia. Grazie a loro ho scoperto cosa significa essere una comunità, cosa significa “stare in preghiera” e intuisco di più cosa significa vivere da cristiano. Uno degli insegnamenti più importanti che ci è stato dato è la carità, vissuta pienamente mettendoci gioia e impegno. In Seminario sono riuscito a capire cosa significa per me essere cristiano, ovvero gioia, carità e comunità. Il Seminario è pieno di persone appagate della loro vita, non perché chi è contento può diventare seminarista ma chi diventa seminarista diventa contento!”.

 

Articolo presente anche ne "La voce e il tempo" 31 marzo 2019