Diario di bordo

WhatsApp Image 2019 01 17 at 12.47.06

"Perché mandi operai nella sua messe”

Sabato 19 gennaio, nella festa di san Francesco di Sales, patrono del seminario di Torino, io e Federico vivremo un grande e importante momento per il nostro cammino di crescita e di formazione: faremo il Rito di ammissione tra i candidati a ricevere il Sacramento dell'Ordine.

Provo a farvi capire qualcosa di questa prima tappa (potremo chiamarla così) nel nostro percorso di seminario.

Prendiamo dal testo del Rito e cerchiamo di capirci qualcosa.

“Corrispondendo alla sollecitudine del Signore e alla necessità della Chiesa questo fratello è pronto ad accogliere la divina chiamata con le parole del profeta: Eccomi, manda me!”. Con queste parole introduttive il Vescovo dice la dinamica e il senso che sta sotto al Rito di Ammissione. Tutto parte dal Signore che suscita in me il desiderio, una sollecitudine, a servirlo come sacerdote. Insieme alla sollecitudine del Signore, il Rito di ammissione tiene presente la necessità della Chiesa in cui sono inserito, cioè la Chiesa di Torino. Il Rito di ammissione mi chiama a essere operaio nella messe del Signore, perché in quel giorno la voce del Padrone mi giunge attraverso l’inflessione e il tono del Vescovo. Per questo il Rito di ammissione mi dà uno sguardo più ampio, un’esigenza di affidamento nelle mani del Vescovo e dei responsabili della mia formazione. In risposta al desiderio che il Signore mi suscita e in risposta alla necessità della Chiesa torinese, come il profeta Isaia dirò: Eccomi, manda me! Sono disponibile, Signore! Nel prologo della sua Regola, san Benedetto dice: “Il Signore va cercando il suo operaio tra la folla della gente alla quale rivolge tale appello, e dice ancora: Chi è l’uomo che vuole la vita e brama vedere lunghi giorni felici? se tu rispondi: Io! Ecco che Dio si rivolge a te…”. Penso che il Rito di ammissione sia un vero e proprio incontro di desideri, e lo vivo così: quello di Dio per me e quello mio per servire Lui. Vedo il Rito di ammissione come una ulteriore chiamata del Signore, chiara, limpida: ora davvero il Signore mi chiama. Ora davvero gli rispondo con decisione.

 

Con l’aiuto di Dio e la nostra unanime preghiera egli confida di essere fedele alla sua vocazione”. Queste parole del Vescovo che sentirò pronunciate per me, mi dicono lo sguardo in avanti per il mio futuro: la fedeltà al Signore. Sarà una presa di posizione netta: mi impegno per te Signore, con te Signore. “Il Signore non lascia mancare la sua ispirazione e la sua grazia a coloro che chiama a partecipare al sacerdozio gerarchico di Cristo”. Confido allora nella grazia del Signore, che porta avanti l’opera che ha iniziato in me, confidando poco in me e molto in lui, e nella vostra preghiera, cari amici!

Samuele