Diario di bordo

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Diaconi per il servizio e la preghiera

Puntare al centro e dare forma al quotidiano

Durante tutto il tempo di Pasqua è stato il Vangelo di Giovanni il grande protagonista

É passato circa un mese da quando siamo stati ordinati diaconi.  Scrivo ora poche righe, ripensando alla grazia di quella celebrazione: non vorrei semplicemente ripercorrere i tanti inviti dell’arcivescovo Cesare, ma prendere in considerazione solo due parole, servizio e preghiera, che in particolare mi hanno toccato e che cerco giorno per giorno di propormi. È stato un momento molto importante per la vita di ciascuno di noi, luogo dove abbiamo percepito i tanti doni che il Signore e la Chiesa ci fa, diaconi per il servizio, sull’esempio di Gesù. 

Già, perché si tratta di servizio. 

Come leggiamo nella Lumen gentium al n. 29: ai diaconi “viene conferito il sacramento dell’Ordine non per il sacerdozio, ma per il servizio”. Il sacramento dell’Ordine imprime in noi diaconi un segno incancellabile, che ci chiama a configurarci a Cristo, il quale si è fatto “diacono”, cioè il servo di tutti. Su questa linea, compete a noi diaconi, assistere il Vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto nell’Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il matrimonio, proclamare il Vangelo e predicare, presiedere ai funerali e dedicarci ai vari servizi della carità.

Gli apostoli fecero la scelta di istituire i diaconi per avere più tempo da dedicare, oltre che al ministero della Parola, a quello della preghiera nella Chiesa e per la Chiesa e per tutta l’umanità. Essa resta una priorità per ogni vescovo e presbitero nella quale coinvolge tutta la comunità. Ma è anche priorità dei diaconi, e la preghiera più efficace che la Chiesa custodisce lungo i secoli è la Liturgia delle Ore, come dilatazione nel tempo del memoriale eucaristico.

Sì, obbligo di celebrare ogni giorno l’intera Liturgia delle Ore: dono e responsabilità!

 

Nell’omelia dell’ordinazione il nostro arcivescovo ci ha anche invitati e spronati a non dimenticarci della preghiera di adorazione: è lì davanti a Gesù presente nell’Eucaristia, che viviamo il prolungamento spirituale della comunione vissuta con Lui nella celebrazione ed è la migliore preparazione a viverla ancora.

Coltivare con Maria, madre di Gesù e della Chiesa, un rapporto di affetto e di preghiera, attraverso il Rosario che ci è consegnato dalla saggezza della tradizione cristiana e che è possibile inserire in tanti momenti della giornata. La devozione alla Vergine ci mette in sintonia spirituale anche con i tanti cristiani e con la tradizione delle comunità che hanno sempre coltivato forme sentite di venerazione a Maria.

Dare forma al quotidiano: la preghiera!

Servizio e preghiera: sono solo due parole, ma che caricano il quotidiano di entusiasmo e gioia. In esse, come anche in altri impegni che abbiamo accolto (ad esempio il celibato!), possiamo trovare un prezioso sostegno nel cammino verso la santità dentro il ministero. Nella tensione forte verso la radicalità evangelica e l’imitazione di Gesù, Buon Pastore.

don Alexandru Rachiteanu