#crescendo

6f0f62fe444b09585d1edaa5a8b9f5d5Tutto gratis

L’infanzia finisce là dove comincia la memoria”. Mi hanno sempre affascinato queste parole che Vasco Pratolini scrive nel suo monumentale romanzo Lo scialo.

C’è qualcosa nei ricordi dell’infanzia di ciascuno che rimane nascosto e inaccessibile e a cui la memoria non può facilmente attingere. Non sono ricordi perduti o dimenticati; tutt’altro! Sono ricordi così preziosamente remoti che sono racchiusi come in uno scrigno, dotato di diverse serrature, le cui chiavi non si possono cercare, ma solo trovare. Anzi sono esse stesse a farsi trovare, in modo epifanico e imprevedibile, come una proustiana madelaine.

 

Mi è capitato recentemente di guardare - insieme a una nostalgica sorella - il musical de La bella e la bestia, remake dell’ormai classico omonimo film di animazione del 1991. Ascoltare la colonna sonora è stato folgorante; era la stessa musica che aveva scandito decine e decine di volte la mia infanzia e che eppure avevo dimenticato! Non solo riemergevano le piacevoli e orecchiabili melodie, ma anche le armonie, gli arrangiamenti e le orchestrazioni che le accompagnavano. Davvero magistrali! E mi sono stupito della cura, dell’arte e del gusto con cui quelle armonizzazioni erano state scritte, sebbene destinate perlopiù ad un pubblico di bambini con scarso senso critico, incapaci di apprezzarle pienamente.

Non sempre è facile accorgersi della complessità e della bellezza delle cose che ci circondano e spesso rischiamo di non riconoscere la cura che qualcuno ha profuso per esse. Ma quando ci fermiamo a osservarle da vicino ci rendiamo conto del loro vero valore e della gratuità con cui ci sono state donate, nonostante non solo non le abbiamo meritate, ma anche le abbiamo ignorate.

Questa la lezione che si può imparare. Anche da un film della Disney.

Le conclusioni teologiche traetele voi.