B come...Marco!

Donne al sepolcro McUn finale sorprendente

Durante tutto il tempo di Pasqua è stato il Vangelo di Giovanni il grande protagonista. Il nostro Vangelo di Marco, quello dell’anno liturgico che stiamo vivendo, dopo questa lunga pausa ritornerà a breve ad accompagnarci nella ripresa del tempo ordinario; tuttavia vale la pena, avvicinandoci alla conclusione del tempo pasquale, di dedicare un po’ di attenzione anche ai racconti della Risurrezione che questo Vangelo presenta, sebbene risultino assai stringati e, per certi aspetti, davvero sorprendenti. Se infatti non consideriamo gli ultimi versetti del capitolo 16 (quelli dal 9 al 20), riconosciuti ormai unanimemente come un’aggiunta tardiva, Mc si conclude in modo sconcertante.

Tre donne, Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salome, vanno al sepolcro con aromi per ungere il corpo di Gesù, trovano la grande pietra d’ingresso rotolata via, ed entrate nella tomba vedono un giovane vestito di bianco (a differenza di Mt non si dice che è un angelo) che dice loro che Gesù è risorto e non è più lì, ma attende i suoi discepoli in Galilea; infine investe loro del compito di comunicare loro questa notizia. Ma esse, stupite e molto spaventate, fuggono via. Non c’è alcun incontro con Gesù Risorto nell’originale di Marco: forse questa assenza ‘scandalosa’ ha convinto poi altri ad aggiungere gli ultimi versetti, per armonizzarli con il finale di Matteo.

Tuttavia proprio in questa stranezza e originalità sta la preziosità, non solo letteraria ma anche e soprattutto teologica, di questo Vangelo: la constatazione inaspettata di un’assurdità (una tomba incredibilmente vuota) provoca quelle tre donne, ma con loro i credenti di ogni tempo, a fidarsi della promessa di Gesù (“come vi ha detto”) e a trasformare in annuncio per il mondo quello che gli occhi ancora non riescono a vedere, e le orecchie ancora stentano a credere: “E’ risorto, non è qui

 

 

 

Mi presento: il mio nome è Stefano,
sono nato nel 1984 e attualmente frequento il quarto anno del Seminario di Torino. Dopo il liceo classico, ho studiato Lettere antiche all’Università. Dopo alcuni anni di lavoro ho frequentato l’anno di Propedeutica, quindi ho iniziato il percorso di Teologia nella comunità del Seminario Maggiore. All’interno della vasta gamma di corsi della Facoltà, mi appassiona particolarmente lo studio della Bibbia, e in particolare del Nuovo Testamento, forse anche per via degli studi che ho compiuto, sia a scuola sia all’università.
Anche per questo motivo ho deciso di accettare la sfida impegnativa e affascinante, che mi frullava in testa già da un po’ di tempo, di curare una rubrica che si occupasse dei quattro Vangeli, con una particolare attenzione al Vangelo dell’anno.
Mi auguro davvero che questo itinerario di scoperta della Parola di Dio, possa essere per voi e per me un aiuto a conoscere sempre meglio Colui che già amiamo, e che, cosa ben più importante, da sempre ci ama e ci invita a scoprirlo ogni giorno un po’ di più.