B come...Marco!

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La meta negli occhi e nel cuore

Nelle domeniche del tempo di Quaresima l’anno liturgico B, in cui ci troviamo, alterna tre brani dell’evangelista dell’anno, Marco (I e II Domenica, e Domenica delle Palme) ad altrettanti di Giovanni (III, IV e V Domenica). La prima settimana di Quaresima si è aperta con le tentazioni affrontate da Gesù nel deserto (Marco è l’unico, tra i Sinottici, a parlare delle fiere che stanno con Gesù e degli angeli che lo servono), la seconda con la Trasfigurazione del Signore sul monte, arricchita dal nostro evangelista dal bel particolare delle vesti bianchissime di Gesù, che “nessun lavandaio sulla terra” avrebbe potuto rendere così bianche.

Con il suo solito stile asciutto, pragmatico ed efficace, Marco ci ha dunque descritto l’inizio della missione di Gesù (“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete nel vangelo”) e un momento speciale di rivelazione di sé ai suoi amici e discepoli più cari (“Fu trasfigurato davanti a loro”).

Poi per tre domeniche Marco “passa la palla” a Giovanni, che ci presenta Gesù che scaccia i mercanti e i cambiamonete dal Tempio di Gerusalemme, nel suo colloquio notturno con Nicodemo, e mentre regala ai discepoli la celebre parabola del seme che muore per produrre molto frutto (siamo nell’imminenza della sua Pasqua).

La Domenica delle Palme Marco ritorna, e al centro c’è la Passione e la morte del Signore sulla croce (capitoli 14 e 15) che ci introduce nella Settimana Santa e nel grande mistero della Pasqua.

Arriveremo così a Gerusalemme, che a partire dal capitolo 8 del vangelo di Marco, dopo un movimento progressivo verso nord (culminato nella confessione di Pietro a Cesarea di Filippo, in territorio pagano), con una brusca curva discendente era diventata chiaramente la meta di Gesù, tanto che il Signore lo aveva annunciato per ben tre volte e a viso aperto ai suoi discepoli, sempre più disorientati, spaventati, distanti.

Gerusalemme, la meta da lui tanto amata, la meta di ogni Quaresima; il luogo dove, insieme a Gesù, oltre il buio della croce ci attende la promessa della Risurrezione.

Mi presento: il mio nome è Stefano,
sono nato nel 1984 e attualmente frequento il quarto anno del Seminario di Torino. Dopo il liceo classico, ho studiato Lettere antiche all’Università. Dopo alcuni anni di lavoro ho frequentato l’anno di Propedeutica, quindi ho iniziato il percorso di Teologia nella comunità del Seminario Maggiore. All’interno della vasta gamma di corsi della Facoltà, mi appassiona particolarmente lo studio della Bibbia, e in particolare del Nuovo Testamento, forse anche per via degli studi che ho compiuto, sia a scuola sia all’università.
Anche per questo motivo ho deciso di accettare la sfida impegnativa e affascinante, che mi frullava in testa già da un po’ di tempo, di curare una rubrica che si occupasse dei quattro Vangeli, con una particolare attenzione al Vangelo dell’anno.
Mi auguro davvero che questo itinerario di scoperta della Parola di Dio, possa essere per voi e per me un aiuto a conoscere sempre meglio Colui che già amiamo, e che, cosa ben più importante, da sempre ci ama e ci invita a scoprirlo ogni giorno un po’ di più.