adorazione eucaristica

Giovedì 10 maggio si è svolta l'ultima adorazione dell'anno, dal titolo "é il Signore!". Insieme ai giovani, davanti all'Eucarestia, abbiamo voluto ripercorrere la vicenda di Pietro narrata nell'ultimo capitolo del Vangelo di Giovanni: il rischio di buttarsi nel mare, la gioia di riconoscere Gesù, la bellezza di seguirlo per sempre. Alessandro ci offre un pensiero della serata.

È scritto ovunque

"Non sempre si sente di amare... Ma si sa che si vorrebbe amare, e voler amare significa amare". Queste parole di Charles de Foucauld sono quelle che più hanno segnato il mio spazio di adorazione, donatomi dal Seminario di Torino.

Perché credetemi, è proprio vero, ed è scritto ovunque: è inciso nelle gambe stanche di chi avrebbe voluto passare un'ora in ginocchio, ma si è arreso alla stanchezza; è scolpito negli occhi di chi avrebbe voluto vegliare insieme ai fratelli, ma è crollato dal sonno; è palese negli sguardi stremati di chi avuto una pessima giornata a lavoro; è fuoco negli occhi di chi avrebbe voluto essere stanco, ma forse non gli è stata data l'occasione. È buffo quanto amore si possa sentire in una stanza piena di persone in silenzio. È stupendo poter offrire la mia volontà di amare ai fratelli del seminario, amici che hanno scelto di fare questa volontà la scommessa della propria vita!