Diario di bordo

gridare il Vangelo con la vita

Continua l'intervista, divisa in tre articoli (qui il primo articolo), che vi proponiamo per conoscere meglio la Fraternità delle Discepole del Vangelo che, da Settembre, vive con noi in Seminario...

    LAVORO

- Da sempre, il lavoro, è parte integrante della vita di Charles de Foucauld. È ciò che già cercava in Trappa: ora et labora, preghiera e lavoro. La ricerca della dimensione della vita di Gesù come operaio a Nazareth è per lui importante, vuole condividere, essere tra gli altri, fino a vivere fisicamente in mezzo agli altri, accontentandosi dei lavori più umili!

Anche per voi il lavoro è un aspetto importante…

Cristina: - Per me, che insegno religione alle medie, il lavoro è la condivisione della vita, è luogo di incontro, di missione. Sono con e come gli altri insegnanti. Lo stile di collaborazione e di semplicità, l’attenzione, il non ricercare privilegi: questo testimonia! La scuola pubblica è anche luogo di incontro tra diverse culture, in cui è importante favorire l’apertura e l’accoglienza reciproca. In questo senso anche l’insegnante di religione piò fare qualcosa! Mi pare anche fondamentale, per me, ciò che diceva Charles de Foucauld: “Poiché quest’uomo è così buono, la sua religione deve essere buona”. Testimoniare al lavoro attraverso non tante parole, ma attraverso gesti condivisi!

    MISSIONE

Charles de Foucauld è stato uomo missionario, non tanto perché ha vissuto parte della propria vita in Algeria, ma in un senso tutto suo: uomo di missione perché ha saputo comunicare la bellezza grande di conoscere il Signore Gesù! Bellezza che, davvero in quest’ottica di missionarietà, ha saputo trasmettere sia ai vicini che ai lontani.

Per voi qui, oggi, questo è senz’altro anche un tempo di missione…

Giuliana: - Quando ho saputo che sarei venuta a Torino per iniziare questa collaborazione con il Seminario, ero felice: ho pensato subito al Seminario come a una famiglia in cui poter condividere ciò che sono e che siamo: la nostra relazione con Gesù, il modo in cui mostriamo che seguire Gesù, nella nostra vita di consacrate, è bello. Questa è missione, e ringrazio il Signore per questa bella opportunità!

    VANGELO

- Qui ci cogli proprio nel cuore di ciò che siamo! Il Vangelo per noi è davvero al centro: per frère Charles il Vangelo è Gesù stesso, e dunque tutta la vita deve conformarsi a esso, con tutta la vita è necessario gridare questa Buona Novella.

Per questo siete Discepole del Vangelo?

- Sì, quarant’anni fa proprio la radicalità del Vangelo, insieme alle istanze del Concilio Vaticano II, ha spinto otto sorelle a interrogarsi sulla propria vita religiosa e a cercare di vivere di una spiritualità in maniera autentica. Dopo esser state accolte dalla Diocesi di Treviso, in una frazione di Castelfranco Veneto (TV), hanno trovato, nella spiritualità di Charles de Foucauld, gli aspetti che hanno dato vita al nostro carisma: una preghiera quotidiana intensa per contemplare, con lo sguardo di Dio, gli appelli della nostra storia; l’accoglienza nelle nostre piccole fraternità di sorelle e fratelli bisognosi; l’annuncio del Vangelo secondo lo stile di Gesù a Nazareth, nello spirito di Maria che nell’incontro con Elisabetta fa sussultare di gioia Giovanni nel suo grembo. Nel 2007 siamo entrate a far parte della grande famiglia spirituale che si raccoglie attorno alla figura di Charles de Foucauld, e che conta 20 gruppi di religiose, religiosi, laici e sacerdoti. “Discepole del Vangelo” vuole proprio indicare la ricerca, alla scuola della Parola, di conoscere Dio e la sua volontà, la volontà di testimoniare tra gli uomini e le donne quanto sia bello mettersi alla sequela del Signore, e la bellezza di riconoscere la sua presenza viva e operante nella vita di ogni persona.


L'intervista continua sabato, con l'ultima parte...