Diario di bordo

Da sinistra: Miriam, Giuliana e CristinaGioia e condivisione

Un grosso tavolo, una tisana, un pizzico di imbarazzo iniziale e tanta ospitalità. Un’intervista che prima di tutto è servita a me per conoscere meglio tre donne, tre consacrate, tre sorelle. Da settembre, infatti, in Seminario sono giunte, per condividere con noi la vita comunitaria, tre Discepole del Vangelo, un giovane Istituto religioso nato in Veneto, nel solco del carisma di Charles de Foucauld. Un’intervista che proponiamo qui a tutti voi, divisa in tre articoli, convinti che anche questa nuova ricchezza non vada tenuta per noi, ma possa essere condivisa! La condivisione, infatti, è alla base della loro presenza in Seminario.

Ho pensato di non fare loro una classica intervista, a domande, ma di proporre sette parole, che, in questo mese tra noi, mi sono sembrate risuonare spesso nel loro parlare e nel loro vivere. Busso, sorella Giuliana mi risponde “avanti!”, e sbucano anche sorella Cristina e sorella Miriam.  “Ho pensato di proporvi sette parole, anziché delle domande!”. Si parte…

 

     NAZARETH

- Nazareth è il luogo e il tempo della vita nascosta di Gesù, ed è segnato dall’ordinarietà, dalla semplicità della vita di tutti i giorni, fatta di incontri, di relazioni. Nazareth è il luogo in cui Gesù incontra gli uomini e le donne, in cui Dio incontra l’uomo. Charles de Foucauld è stato lì per tre anni: questo tempo è stato per lui il momento di approfondire la propria relazione con il Signore. Dopo aver vissuto l’esperienza della Trappa, egli ha sentito di essere chiamato alla vita di Nazareth, per condividere l’ultimo posto con gli ultimi, per vivere come Gesù.

Una di voi può dirmi cosa significa, per lei, questo termine?

Miriam - Nazareth è il tempo della vita quotidiana, dove con gli altri si condividono gioie e sofferenze. Il tempo in cui poter vedere, nei fatti della vita, della Chiesa, del mondo, la mano di Dio che sempre accompagna l’uomo!

     FAMIGLIA

- Charles a cinque anni e mezzo perde madre e padre. Dunque viene allevato dal nonno, e mantiene altre relazioni familiari molto importanti. Per lui, però, tutte le relazioni vissute sono significative e profonde, potremmo dire: familiari! Questo anche dopo la conversione: durante il cammino di conoscenza di Gesù, nella trappa, a Nazareth, nel deserto, ovunque ha intrapreso rapporti, ha voluto sempre essere e vivere come figlio, fratello e padre!

E voi, le vostre relazioni familiari?

Giuliana: - Dalla mia famiglia ho imparato la fede. Ho sempre desiderato una grande famiglia, l’ho sempre sognata: e l’ho trovata nelle Discepole del Vangelo. Qui ho trovato una famiglia, anche nel senso allargato: in tanti rapporti vissuti in maniera proprio familiare! Anche qui in Seminario, la vita fraterna è un pilastro della vocazione: vivere relazioni di fraternità è bello, aiuta!

 

l'intervista continua giovedì, nell'articolo successivo...