bolle di sapone

Chi mi conosce sa che sono un tipo un po' pazzo. Qualche settimana fa ho deciso di comprarmi quello che da bambino era uno dei regali della nonna più graditi: ho comprato un tubetto per far le bolle di sapone. E mica mi trovavo a casa mia, no!, ero in pieno centro, piazza Vittorio, e soffiavo dentro il cerchio di plastica da cui, come per magia, uscivano bolle più o meno grandi, le quali, a contatto con la luce del sole, sprigionavano mille e mille sfumature. E camminavo contento.

Improvvisamente, dietro di me, sento le risa di un bambino che, felice, mi segue per guardare quel fiume di bolle, per rincorrerle, per scoppiarle. Rideva e rideva, e la madre, che non riusciva a stargli dietro, rideva anch'ella, serena. Senz'altro non ho fatto nulla di che, ma in quel nulla di che ho reso felice un bambino. E me stesso. Non si ricorderà mai di me, quel bambino, ma forse ricorderà quel momento spensierato dietro alle bolle di sapone, in una giornata di maggio in Piazza Vittorio.

L'estate è ormai iniziata, e, con essa, iniziano anche i numerosi impegni estivi dei seminaristi: anche questa rubrica, le parole, si prende una bella pausa (meritata)! La speranza, in questo anno trascorso insieme, è semplicemente di esser riusciti, attraverso i nostri brevi articoli che vi abbiamo offerto, a creare qualche bolla di sapone, credendo non che fosse opera di chissà quale mente geniale, ma che potesse semplicemente generare in voi qualche domanda, un pensiero, un po' di felicità data dai mille colori, a contatto con quel sole che è Dio. Forse non vi ricorderete di noi, ma speriamo che un giorno possa tornarvi alla mente qualche nostra riflessione, e che essa, senza troppo volere, faccia spuntare sul vostro viso un sorriso, quel sorriso generoso che nasce da un cuore attento alle domande, desideroso di risposte e ancora più della Risposta, quella grande, unica, bella e misteriosa che è la Trinità!


Buona estate a tutti, arrivederci al prossimo anno!

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