don Antonio Sacco

Quando l’Arcivescovo mi ha chiesto di assumere l’incarico di vice rettore del Seminario sono stato, inizialmente, sorpreso perché non mi aspettavo di essere chiamato a questo compito. Subito dopo però ho iniziato a pensare con gioia e serenità a questa nuova esperienza. Come sempre quello che ci accade può avere diverse interpretazioni e letture. Personalmente questa serenità si ricollega ad una fiducia che il Signore è presente nella concretezza delle nostre vite con la sua Grazia. Essa ci permette, se ci apriamo alla sua azione, di superare incertezze e chiusure e mettere sempre più la nostra vita a servizio di Dio.

Credo che gli anni del Seminario possano essere preziosi per crescere nella fede e nell’umanità, per mettersi in gioco nello scoprire se la vita presbiterale possa, in prospettiva, essere adatta a chi vive questa esperienza, per capire quello che è essenziale e quello che può essere lasciato, per concentrarsi sulla Parola, sulla preghiera, e sulla carità.

Questo percorso di crescita chiama in gioco non solo chi è alunno del Seminario, ma anche chi, come me, è chiamato a portare l’esperienza maturata finora come prete a servizio della formazione degli altri. Mi auguro che insieme e grazie a don Ferruccio, a Don Giuseppe e a tutti i seminaristi questo possa avvenire quasi con naturalezza perché è il Signore che mette insieme, unisce, ci fa preti che donano se stessi per il diffondersi del Regno e della sua pace e giustizia.

Don Antonio