Andiamo alla fonte

Quaresima

Carissimi,
all’inizio della Quaresima ancora una volta risuona l’invito del Signore: “Ritornate a me con tutto il cuore”. In questi 40 giorni è il cuore l’oggetto della nostra attenzione. Un cuore da convertire, un cuore da far ritornare là dove è la fonte della vita. “Andiamo alla fonte” è l’indicazione che bene esprime il cammino che ci attende.

Andiamo alla fonte della vita che è Cristo Signore, perché il nostro cuore diventi come il suo cuore, un cuore traboccante d’amore, un cuore che per non chiudersi si è fatto trafiggere sulla croce. Andiamo alla fonte che è Cristo per imparare ad amare, pensare ed agire come Lui. Andiamo a quella fonte inesauribile che è la Parola di Dio, una parola che in questo tempo ci è chiesto di frequentare più assiduamente, perché diventi la luce e la guida sul nostro cammino.

Andare alla fonte ci ricorda il nostro battesimo. In questo tempo in cui le nostre riflessioni pastorali sono focalizzate sulla pastorale battesimale e dell’iniziazione cristiana, ci farà bene riscoprire quella fonte che ci ha generato nella fede, che ci ha inseriti nella famiglia della Chiesa, che ci ha reso partecipi della vita eterna. Stimolati dalla parola efficace del papa Francesco, andare alla fonte corrisponde anche all’andare alle “periferie del mondo” per incontrare il fratello che è nella difficoltà, nel dolore, che vive isolato. E andando nelle periferie, ritrovare il Cristo risorto che lì ci attende nascosto nel cuore del povero e nelle pieghe dimenticate della storia.

Andare alla fonte per cambiare il cuore è dunque rivedere che cosa guida e ispira la nostra vita, il nostro concreto agire quotidiano. Abbiamo 40 giorni per rivedere il nostro rapporto con Dio e per rinnovarlo. In questo tempo quaresimale ci è anche chiesto di rivedere che cosa ispira e guida il nostro rapporto con gli altri, con le cose, con il mondo, con il creato e con la pace. Questo cammino, che sempre rimane di conversione personale, non lo facciamo da soli, ma con la Chiesa, con la nostra comunità.


Andare alla fonte non diventi però un tornare nostalgicamente ad un passato che non esiste più. La fonte che è Cristo è una fonte continuamente zampillante e che sempre ci rimanda al vivere nel mondo di oggi, con la gente di oggi, immersi nei problemi di questo nostro tempo. Invito ogni comunità, ma ancor più ogni singolo cristiano, a seguire un programma semplice, concreto e preciso per il proprio cammino spirituale quaresimale.
Per andare alla fonte dobbiamo pregare di più, per attingere dall’intimità con il Signore quei tesori di amore e grazia che arricchiscono la nostra vita. Abbiamo bisogno di digiuno, per ribadire con gesti concreti il primato di Dio nella nostra vita. La preghiera ed il digiuno diventano quindi carità concreta ed operosa, perché andare alla fonte significa creare un mondo migliore più giusto e pacifico che fa di Cristo il suo cuore.

La mia preghiera ed il mio augurio è che questo nostro andare alla fonte della vita possa trasformare i nostri cuori e renderli sempre più simili al cuore di Cristo. Affidiamo il nostro cammino alla Vergine Maria che ancora una volta ci invita a “fare ciò che Egli ci dirà”. Mentre vi benedico auguro a tutti una buona Quaresima.

Mons. Cesare Nosiglia
Arcivescovo di Torino
 

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