Diario di bordo

TEMPO DI NATALE

1Gv 3,1-2.21-24

Vi è mai capitato di arrivare in un luogo e subito pensare “qui sono a casa”? A Nazaret è così. Ce l’ha descritto la sensibilità di tanti popoli che, dopo il mistero della notte di Natale, nella quale l’Incarnazione viene accolta dal silenzio, hanno immaginato il lieto trambusto di una casa, descrivendolo nei canti: le risate, le urla, i passi affrettati, Maria che lava e Giuseppe che stende. Poi c’è la preghiera, il lavoro, la quotidianità.

Santa Famiglia

Nella Chiesa è così. Per Giovanni l’espressione figli di Dio non ha niente di metaforico: lo siamo realmente. Nel mistero dell’Incarnazione il nostro essere fratelli è ben più che un vago senso di amicizia allargata. Siamo a Nazaret: ognuno di noi è di casa in Chiesa.